25/07/2024
GLI ASSASSINI
Sicuramente introdotti dai templari, presenti nella nostra città almeno dal 1148 (inizialmente fuori Porta Camollia, poi intra), gli assassini vengono già citati fin dal 1243 quando sembra avessero la proprietà di alcune torri, nel tratto che va da San Vigilio fino alla vecchia porta di Follonica, sia sulla francigena (via Pantaneto), sia lungo la sua parallela Via della Staffa, quindi nel terzo di San Martino.
Portiamo ad esempio il caso di donna Beldie, vedova di Palmiero di Lisandrino, che in quell’anno lascia alcuni beni a Mezzolombardo di Squarcia e, tra le carte compare una “turris Assassinorum”. Ma anche nel 1259, nel registro della Biccherna, compare una “turris de Assassetta”, mentre nel giugno precedente si parla di un tal “Boccuccio custodi turris Assassinorum” ed anche di un altro custode, tale Laurentio, sempre relativamente alla “turris assassinorum”.
Ma il caso più interessante è quello che riporta il Constituto di Siena del 1262: “De contractu facto occasione Societatis Templariorum et Assaxinorum observando”, dove, per mano del Notaio Orlando del fu Actaviani il comune di Siena si impegna ad osservare un contratto stipulato con questa società.
Dunque il Costituto parla chiaro: Templari ed Assassini erano ufficialmente in società e svolgevano un’attività di interesse per il nostro comune. Forse si trattava solo di commercio? Forse si occupavano della detenzione dei prigionieri? Forse forniture di armi? Forse addestramento militare? Non è stato ancora chiarito, ma è acclarato che la collaborazione tra la Milizia del Tempio e questa setta sciita era in quegli anni alla luce del sole.