Mu De To - Museo del Design Toscano

Mu De To - Museo del Design Toscano Mu De To - Museo del Design Toscano Presidente: Luigi Trenti
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Nel mirino di MuDeTo: La trilogia “toscana” del Misirizzi.Mario Latilla, padre dell’ancor più famoso Gino che vinse Sanr...
12/04/2021

Nel mirino di MuDeTo:
La trilogia “toscana” del Misirizzi.

Mario Latilla, padre dell’ancor più famoso Gino che vinse Sanremo nel 1954, fu autore di centinaia di brani popolari, fra i quali uno che a noi toscani suona molto divertente nel ritornello: “Evviva la Torre di Pisa che pende che pende e mai viene giù”.
E’ forse quindi il famoso campanile a rappresentare l’archetipo più autorevole di manufatto artistico che scatena curiosità per via della sua incerta stabilità?
Storicamente infatti i “Misirizzi” fanno la loro apparizione a partire dal XVII secolo e in Italia è l’Ercolino sempre in piedi della Galbani, negli anni ’60, a decretarne il rilancio in epoca moderna.

Proprio al nome di quel pupazzo forse si ispira Ercolina, insolita chaise-longue disegnata nel 2006 da Paolo Grasselli per BRF (ora Casprini) con l’idea di avere un oggetto che si anima e cambia al momento del suo uso, svelando la propria natura e funzione quando si relaziona con l’utente.
Nella sua posizione verticale sembra un nastro dalle linee sinuose, una scultura, mentre nella sua posizione orizzontale rivela la sua funzione di chaise-longue.

Con Swing, il primo bicchiere a dondolo, realizzato da Gumdesign nel 2011 per Vilca, si trasforma l’atto professionale della rotazione del bicchiere in un momento ludico e coinvolgente.
Questo vezzo plastico, quasi iconografico, di roteare il bicchiere di vino è entrato nella mente di tutti i wine lovers e infatti l’idea nasce dall’osservazione di chi utilizza professionalmente i calici da degustazione.
Il piede modificato del calice impone un movimento oscillatorio e durante pranzi o cene sarà sufficiente appoggiare un dito per riproporre il divertente movimento.

La trilogia si completa nel 2021 con Holder, disegnato da Giulio Iacchetti come overcap da montare sul tappo dell’iconico tubetto di dentifricio Marvis; un oggetto giocoso e colorato in grado di allargare la base di appoggio del tubetto così da renderlo self standing.
La consolle del bagno si arricchirà così di uno svettante tubetto di dentifricio sempre pronto all’uso, immediatamente identificabile, in grado di presentare in modo inedito e sbarazzino il più celebre dentifricio sul mercato, anch’esso Made inTuscany.

#ercolina #paolograsselli #brf #casprini #collevilca #gumdesign #swing #giulioiacchetti #marvis #holder #mudeto #misirizzi #designtoscano #designicons #trilogia #trilogy #madeintuscany

Fieri di avere come follower la Triennale di Milano.#mudeto #triennalemilano
02/02/2021

Fieri di avere come follower la Triennale di Milano.
#mudeto #triennalemilano

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Ulteriori informazioni sulla TuTa ...
26/06/2020

Ulteriori informazioni sulla TuTa ...

LA STORIA SULL’INVENZIONE DELLA TUTA DA PARTE DEI FRATELLI MICHAHELLES IN ARTE THAYAHT E RAM

I. Prologo

Cercheremo di spiegare al pubblico in maniera chiara, essenziale e comprensibile per tutti, le principali motivazioni che hanno portato due grandi artisti fiorentini e cosmopoliti famosi in Italia e nel mondo THAYAHT e RAM ad inventare la TuTa a Firenze nei giorni che intercorrono fra il 17 giugno e il 02 luglio 1920 coniando sia l’appellativo che ideandone il modello maschile prima e il modello femminile subito dopo.

Tutto inizia a Firenze in un giorno caldo di giugno 1920 come un romanzo in concomitanza della fine della Prima Guerra Mondiale e dopo la Rivoluzione russa d’Ottobre del 1917..

Scrive Thayaht nell’ultima intervista rilasciata all’amico di famiglia e allo giornalista/scrittore/poeta versiliese Raffaello Bertoli apparso sul quotidiano “La Nazione” nel 1958 dal titolo “Nacque la TuTa nello studio di un futurista” esattamente un anno prima della sua morte:
“…Era di giugno e faceva già caldo a Firenze. I tessuti costavano cari e il movimento delle folle era grigio per l'assoluta impossibilità di cambiare i vecchi vestiti con qualcosa di nuovo e di fresco pensai come l'elemento colore poteva rallegrare ed agitare come elemento ottimista sull'Uomo e sulla Donna che lo portavano ed ancora più su coloro che questi colori vedevano sugli altri. Ci voleva qualcosa che rompesse l'abitudine ai colori spenti ai colori misti di marrone, di grigio e di nero. Avevo negli occhi i colori festosi degli impressionisti . Un giorno, passando in via Orsanmichele, vidi in una vetrina tessuti di cotone e di canapa a colori vivaci e a poco prezzo. Presi alcuni campioni e mi misi al lavoro. La confezione doveva essere di minima spesa e tale da potersi fare in casa, perché il nuovo tipo di abito fosse alla portata delle masse come io lo avevo sognato. Ebbi la collaborazione di mio fratello Ruggero, anch’egli pittore. Poi mobilitai alcune amiche, abili con la macchina da cucire e mi feci confezionare la prima TuTa bianca da me stesso tagliata che può considerarsi il prototipo di quelle perfezionate venute in seguito. Allora fu stampato il disegno del modello geometrico, con le spiegazioni di taglio, di questo abito "tutto d'un pezzo", a forma di "T" .."

Da quel momento nacque ufficialmente nella Storia della Moda Italiana il cosiddetto “Made in Italy” che il mondo a tutt’oggi ci invidia.

II. Thayaht e RAM sono alle origini del Made in Italy

Il concetto dell’appellativo TUTA come indumento universale è sintetico, essenziale, razionale e di conseguenza ne segue in maniera logica anche il suo concepimento dove la TuTa viene ideata come abito universale per ‘TUTTI’, ‘PER TUTTA LA GENTE’ , da dove poi decade una “T” , per ‘TUTI’ , ‘PER TUTA LA GENTE’; la consonante perduta “T” si rigenera e viene riassorbita e ritrovata nel modello stesso che ha appunto la forma di una “T” .

Mentre Thayaht è stato l’ideatore del modello della TuTa maschile e del modello della TuTa femminile, RAM ha disegnato soprattutto i vari modelli della TuTa maschile ed è il fautore principale della campagna pubblicitaria di marketing e comunicazione di massa sulla TuTa, campagna che verrà poi adottata poi mezzo secolo dopo dalle maggiori aziende pubblicitarie e testate giornalistiche italiane con i famosi allegati.

III. Il concetto sociale e politico della TuTa

Il messaggio potente e diretto della TuTa è stato quello di trasmettere il concetto della popolarità di un abito alla portata di tutti e quindi adatto per tutta la gente dove l’elemento praticità, eleganza, colore e convenienza erano contemporaneamente presenti.

Inoltre lo scopo era di fare sentire la gente meglio, proprio in quello specifico periodo tragico della Storia, dando loro un senso di sollievo pratico e psicologico in quanto avere la possibilità d’indossare un indumento di alta moda a un costo popolare fra le 30 e le 45 lire per tutti era la VERA RIVOLUZIONE DELL’ABBIGLIAMENTO. Questa difatti era la vera sfida e provocazione, cioè, contrastare principalmente l’oligopolio delle maggiori case di moda francesi presenti in quel periodo sul Mercato rafforzando contestualmente la Moda Italiana.
Questa sfida poteva essere intrapresa, per essere vincente, solamente da personaggi ‘illuminati’, da artisti intellettuali e cosmopoliti quali erano i due fratelli che conoscevano a fondo i vizi e le virtù della società dell’epoca, vista da un loro contesto privilegiato.

L’elemento colore nel concepimento della TuTa è stato essenziale in quanto l’obbiettivo di Thayaht era quello di rompere la monotonia dei colori spenti.

L’elevatura ad un migliore standard sociale permetteva a tutta la gente d’indossare un indumento di Alta Moda che, invece di apparire nelle riviste di Alta Moda, volutamente appare, nel giornale popolare della città di Firenze che era “La Nazione”. Questo per contestualizzare il tutto in maniera uniforme ed equilibrata sulla tematica dell’uguaglianza sociale. Quindi l’equazione abito popolare=prezzo popolare=giornale popolare era d’obbligo.

Politicamente parlando dopo la Prima Guerra Mondiale e dopo la Rivoluzione d’Ottobre in Russia era ancora più marcata ed evidente la necessità e la ricerca nella Moda di un indumento più sociale e più popolare che mai e quindi anche la tempistica sulla invenzione della TuTa non poteva essere più indovinata.

IV. Le varie correnti che hanno influenzato l’invenzione della TUTA

- Futurismo (1909-1944): nell’ideazione della TuTa si evince con grande chiarezza l’ispirazione e il concetto da parte di Thayaht in ciò che egli definiva nella scultura, la ‘sintesi plastica’ dove viene tradotto in materia unicamente il concetto e l’idea dell’abito tralasciando tutto il resto nel senso figurativo del termine. Questo concetto di sintesi Thayaht in primis poi RAM in secondo luogo lo traducono dimostrando al meglio l’espressione nella ideazione e nella sintesi del modello della TuTa. Quindi il concetto della complementarità e della sintesi dell’Arte e della Moda.

- Balletti russi: il 02 agosto 1917, Thayaht incontra Diaghilev, il direttore e Massine (primo ballerino) al Select Palace Hotel a Viareggio (LU), l’attuale Hotel Principe di Piemonte, e subisce il fascino dei balletti russi; ciò si evince dalle sue varie foto in pose plastiche di un ballerino che indossa la TuTa, dove in una coreografia ben studiata, risalta l’elemento estetico del movimento della danza.

- Influenza Décò con la Maison Vionnet (1919-1925) dove si coglie un’assoluta similitudine tra i modelli di Vionnet e quelli della TuTa poiché in entrambi i casi il tessuto viene tagliato seguendo schemi geometrici che assecondano i movimenti del corpo una volta che il vestito viene indossato, quindi è il corpo che modella l’abito e non è l’abito che modella il corpo.

- Influenza parigina dandy e snob

V. La campagna di comunicazione per la TuTa

- tramite le due famose cartoline pubblicitarie del 1920 firmate RAM di cui la prima chiamata “Tuttintuta” che vuole trasmettere un messaggio della TuTa politico e sociale di uguaglianza e di fratellanza, dove sei personaggi che camminano a braccetto rappresentano una rivisitazione in chiave futurista e moderna del dipinto di Pellizza da Volpedo del 1901 “Il Quarto Stato” ; invece che rappresentare le rivendicazioni dei lavoratori di fine Ottocento, rappresenta nell’attualità dell’anno 1920 la casalinga, l’operaio, l’artista, la contadina, il professionista e lo scolaro che camminano unitamente insieme con i ‘sandali di Firenze’ e i ‘sandali di Forte dei Marmi’ ideati da Thayaht;
La seconda cartolina invece trasmette un messaggio della TuTa snob e dandy; viene rappresentata una scena metropolitana dove è parcheggiata una limousine con autista davanti ad un noto ipotetico caffè cittadino e personaggi in TuTa maschile si susseguono con indosso i ‘Sandale de Florence’ e i ‘Sandale de Forte dei Marmi’ ideati da Thayaht .

In ognuna di queste due cartoline ci sono ben tre messaggi pubblicitari : quello della promozione della TuTa, quello della promozione dei ‘sandali di Firenze’ (con gli occhi) e quello della promozione dei ‘sandali di Forte dei Marmi’ (a strisce) .

- tramite cinque cartoline pubblicitarie firmate RAM con filastrocche umoristiche;

- tramite la divulgazione culturale e pubblicitaria con fotografie, modelli esplicativi, disegni e commenti tecnici trasmessa dai due fratelli e pubblicata prevalentemente fra i mesi di giugno e luglio 1920 sul giornale di Firenze “ La Nazione” ;

- tramite un cortometraggio voluto e commissionato dai due fratelli artisti con la regia della “Sala Edison” dove il 27 giugno 1920 alle ore 8:00 del mattino in Via Ricasoli davanti alla sede principale della Nazione venivano invitati a comparire circa mille ‘tutisti’ fiorentini , uomini in TuTa, donne in TuTa e bambini in TuTa, ingaggiati gratuitamente come comparse per sfilare e snodarsi lungo le vie e le piazze principali della città per poi terminare con un rinfresco di birra collettivo al bar-.ristorante storico della Loggia a Piazzale Michelangelo;

L’idea geniale e implicita di RAM è stata anche quella della sfilata di moda dove il popolo partecipante diventa comparsa e modello allo stesso tempo e il popolo non-partecipante diventa spettatore di questa grande sfilata/corteo cittadino di ‘tutisti’;

Per invogliare alla sfilata i cittadini fiorentini, una settimana prima, viene loro proposto sempre tramite comunicazione dal giornale della Nazione, l’invito a partecipare alla sfilata sul lancio della TuTa a due condizioni: la prima che i potenziali partecipanti acquistino il cartamodello al prezzo di 0,50 centesimi all’allegato della Nazione e che conseguentemente la producano a casa propria da soli, quindi, senza alcun costo e oneri aggiuntivi per il giornale e per la produzione cinematografica.

Quindi in maniera raffinata ed arguta i due fratelli giocano sul fattore sia psicologico che narcisistico insito nella natura umana per avere un consenso e un’accettazione senza problemi da parte della gente.
E infatti è un successo.

VI. Le date principali nella cronologia della TuTa

- 17 giugno 1920 : pubblicazione e lancio della TuTa sul giornale “La Nazione” di Firenze con il modello della TuTa maschile ideato da Thayaht ed altrettanti modelli disegnati da RAM;
- 27 giugno 1920 : appuntamento alla sede della Nazione in Via Ricasoli a Firenze per il filmato sul lancio della TuTa dove vengono invitati a fungere da attori/comparse circa mille fra tutisti e tutiste uomini, donne e bambini tuttintuta; Thayaht e RAM sono anch’essi ambedue presenti nel filmato fra le innumerevoli comparse;
- 02 luglio 1920 : pubblicazione e lancio sul quotidiano “La Nazione” di Firenze della TuTa femminile con modello ideato da Thayaht e disegno eseguito da Thayaht;
- 02 marzo 1922 : la TuTa femminile brevettata dalla Maison Vionnet, viene presentata nella sfilata presso la sede di 222 Rue de Rivoli e il 1922 sarà ricordato a Parigi e in Francia come l’anno della TuTa.
Thayaht esegue fra l’altro un pochoir pubblicato sulla rivista parigina di moda di Lucien Vogel “Gazette du Bon Ton” dal titolo “L’Essayage à Paris (Croydon – Bourget)” dove una donna elegante in ‘Robe d’aviation’ come definita dallo stesso Thayaht della donna che prende l’aereo;
- da sottolineare anche l’invenzione della Bi-TuTa sempre nel 1920 da parte di Thayaht che però non ebbe quel clamore e risonanza mediatica degli altri due capi d’abbigliamento.

VII. Epilogo

La TuTa nell’ambito della Storia della Moda rimane l’unico indumento universale che proviene dal Futurismo che ancora a oggi è universalmente adottato e riconosciuto.

Il Curatore dell’Archivio THAYAHT & RAM di Firenze, Riccardo Michahelles
www.thayaht-ram.com
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MuDeTo

E non ci si poteva far mancare l’intervista a Luigi Trenti Presidente di Mu De To - Museo del Design Toscano In Florence Biennale.
Riprese e regia di Andrea Torelli.

Bene, bene, bene!

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Il Museo del Design Toscano passa da una dimensione virtuale, esclusivamente online, a una mostra fisicamente visitabile.

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09/10/2019

FLORENCE BIENNALE
18 - 27 OTTOBRE 2019

Rullo di tamburi per il MuDeTo !!!
La nostra prima mostra "fisicamente visitabile" sarà allestita al piano attico del padiglione Spadolini alla Fortezza da Basso.
Esposte alcune delle eccellenze del design e della produzione toscana: #bardi #calligaris #clublambrettatoscana #edra #elen #fratelliguzzini #green #fasem #ifi #karray #lamarzocco #locman #maxdesign #metalmobil #museodeltessutodiprato #nomination #sammontana #segis #visconti #zucchetticentrosistemi

Indirizzo

Museo Virtuale, Solo Online
Florence

Informazione generale

c/o BLUE KLEIN srl via Circondaria 56/1 - 50127 Firenze

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