Tutankhamon - Viaggio verso l'eternità

Tutankhamon - Viaggio verso l'eternità Grazie a fedeli riproduzioni provenienti dal Cairo, reperti originali messi a disposizione da importanti musei italiani, tecnologia 3D e l'innovativa realtà virtuale, l'esposizione sarà un'esperienza totalmente immersiva
(10)

Solo mostra: intero 13€ ridotto 10€ Solo realtà virtuale: intero 15€ ridotto 12€ Combo: intero 24€ ridotto 20€

Temporaneamente chiuso

Per festeggiare 1 anno di presenza della mostra a Firenze e per incentivare l'accesso alla cultura abbiamo deciso di met...
10/02/2021

Per festeggiare 1 anno di presenza della mostra a Firenze e per incentivare l'accesso alla cultura abbiamo deciso di mettere l'ingresso alla sola mostra gratuito per tutta la prossima settimana.
Rimangono quindi a pagamento la realtà virtuale e le visite guidate.
Ricordo che per prenotare le guide dovete chiamare il 3270235245 e per prenotare la realtà virtuale dovete inviare una mail a [email protected].
Nel caso in cui la Toscana dovesse diventare zona arancione la gratuità verrà rimandata alla prima occasione utile.
Vi aspettiamo!!!!!!!

Da domani i nostri orari subiranno una modifica per cercare di favorire quelle persone che magari sono impegnate per lav...
01/02/2021

Da domani i nostri orari subiranno una modifica per cercare di favorire quelle persone che magari sono impegnate per lavoro fino alle 17.
Purtroppo ancora nel fine settimana non possiamo rimanere aperti.
Vi aspettiamo numerosi.

Oltre i Confini del Tempo - La Filosofia Perenne
29/01/2021

Oltre i Confini del Tempo - La Filosofia Perenne

"Io sono te e tu sei me, e dovunque tu sia,
là io sono, e sono disseminato in tutte le cose,
e da qualsiasi parte tu voglia tu puoi raccogliermi,
ma raccogliendo me raccoglierai te stesso."

(Osiride, Testo dei Sarcofagi)

27 gennaio è la GIORNATA DELLA MEMORIA per non dimenticare chi ha perso la vita per colpa della malata follia di un uomo...
27/01/2021

27 gennaio è la GIORNATA DELLA MEMORIA per non dimenticare chi ha perso la vita per colpa della malata follia di un uomo chiamato Hitler

MERCOLEDÌ 27 la mostra rimarrà CHIUSA per esigenze interne
25/01/2021

MERCOLEDÌ 27 la mostra rimarrà CHIUSA per esigenze interne

I titolari della mostra cercano sempre di dare il meglio per voi.Hanno commissionato il Secondo sarcofago ed è finalment...
21/01/2021

I titolari della mostra cercano sempre di dare il meglio per voi.
Hanno commissionato il Secondo sarcofago ed è finalmente arrivato.
Era l'unico che ancora ci mancava!!!!!!
Lo troverete esposto a partire da lunedì 25 gennaio.

Per aiutare le famiglie a visitarci riproponiamo l'offerta per bambini/ragazzi e adulti accompagnatori scontati.Ovviamen...
19/01/2021

Per aiutare le famiglie a visitarci riproponiamo l'offerta per bambini/ragazzi e adulti accompagnatori scontati.
Ovviamente l'offerte del prezzo adulto ridotto vale anche se il bambino è al di sotto dei 6 anni e quindi entra gratuito.
Per prenotazioni chiamate il nostro numero o mandate messaggi whasapp.
Vi aspettiamo!!!!!!

NUOVO ORARIO MOSTRA:dal lunedì al venerdì 12-19 con ultimo ingresso alle 18.A partire da domani 19 gennaio
18/01/2021

NUOVO ORARIO MOSTRA:
dal lunedì al venerdì 12-19 con ultimo ingresso alle 18.
A partire da domani 19 gennaio

Tutankhamon - Viaggio verso l'eternità
16/01/2021

Tutankhamon - Viaggio verso l'eternità

CI SIAMO!!!!!!! Finalmente lunedì 18 gennaio grazie al nuovo Dpcm RIAPRIAMO!!!!!!
Quindi vi aspettiamo dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 19 con ultimo ingresso alle 18.
Al momento il fine settimana (sempre da Dpcm) non possiamo aprire.
Vi chiediamo di telefonarci in orario mostra per prenotare il vostro ingresso per evitare assembramenti.
Sono possibili visite guidate per un massimo di 9 persone per gruppo.
I costi delle guide sono: fino a 4 persone 30€, da 5 a 9 persone 50€.
Il costo della guida per una sola persona viene 15€.
Le guide vanno prenotate telefonicamente.
Il nostro nuovo numero è 3270235245.
Vi aspettiamo!!!!!!

Finalmente si riapre!! Vi aspettiamo numerosi...
16/01/2021

Finalmente si riapre!! Vi aspettiamo numerosi...

CI SIAMO!!!!!!! Finalmente lunedì 18 gennaio grazie al nuovo Dpcm RIAPRIAMO!!!!!!
Quindi vi aspettiamo dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 19 con ultimo ingresso alle 18.
Al momento il fine settimana (sempre da Dpcm) non possiamo aprire.
Vi chiediamo di telefonarci in orario mostra per prenotare il vostro ingresso per evitare assembramenti.
Sono possibili visite guidate per un massimo di 9 persone per gruppo.
I costi delle guide sono: fino a 4 persone 30€, da 5 a 9 persone 50€.
Il costo della guida per una sola persona viene 15€.
Le guide vanno prenotate telefonicamente.
Il nostro nuovo numero è 3270235245.
Vi aspettiamo!!!!!!

CI SIAMO!!!!!!! Finalmente lunedì 18 gennaio grazie al nuovo Dpcm RIAPRIAMO!!!!!!Quindi vi aspettiamo dal lunedì al vene...
15/01/2021

CI SIAMO!!!!!!! Finalmente lunedì 18 gennaio grazie al nuovo Dpcm RIAPRIAMO!!!!!!
Quindi vi aspettiamo dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 19 con ultimo ingresso alle 18.
Al momento il fine settimana (sempre da Dpcm) non possiamo aprire.
Vi chiediamo di telefonarci in orario mostra per prenotare il vostro ingresso per evitare assembramenti.
Sono possibili visite guidate per un massimo di 9 persone per gruppo.
I costi delle guide sono: fino a 4 persone 30€, da 5 a 9 persone 50€.
Il costo della guida per una sola persona viene 15€.
Le guide vanno prenotate telefonicamente.
Il nostro nuovo numero è 3270235245.
Vi aspettiamo!!!!!!

È cambiato il nostro numero di cellulare per contattarci: è +39 3270235245
14/01/2021

È cambiato il nostro numero di cellulare per contattarci: è +39 3270235245

Auguriamo a tutti un buon 2021 con la speranza di rivedervi alla mostra
31/12/2020

Auguriamo a tutti un buon 2021 con la speranza di rivedervi alla mostra

Da parte di tutto lo staff della mostra vi facciamo tanti auguri di Buon Natale.Avremmo preferito farveli di persona ma ...
25/12/2020

Da parte di tutto lo staff della mostra vi facciamo tanti auguri di Buon Natale.
Avremmo preferito farveli di persona ma questo virus ha cambiato tutto compreso le feste.
Ci auguriamo di rivedervi tutti presto.
#tutankamonviaggioversoleternità #tutankhamonfirenze #discoverytimesrl #tutankhamonbuonefeste

Il vero Egitto
28/11/2020

Il vero Egitto

Entrata del Tempio di Nefertari. Abu Simbel 🇪🇬🇪🇬

#vero
#egitto

Zahi Hawass: "La tomba di Cleopatra è ad Alessandria, sott'acqua" (Video) - Hack The Matrix
26/11/2020
Zahi Hawass: "La tomba di Cleopatra è ad Alessandria, sott'acqua" (Video) - Hack The Matrix

Zahi Hawass: "La tomba di Cleopatra è ad Alessandria, sott'acqua" (Video) - Hack The Matrix

L’uomo teme il tempo ma il tempo teme le piramidi e le piramidi temono … “Zahi Hawass!” Lo stesso egittologo, il più famoso al mondo, conclude la frase con una forte risata, un detto popolare nel mondo della disciplina. Zahi Hawass, che oggi non porta il cappello, si è messo di buon umore ...

La trasmissione "passeggiate nella storia" ha realizzato una puntata all'interno della nostra mostra con la nostra egitt...
14/11/2020
Tutankhamon

La trasmissione "passeggiate nella storia" ha realizzato una puntata all'interno della nostra mostra con la nostra egittologa.
Ringraziamo Claudio e Laura e vi invitiamo a seguire la loro pagina facebook e il loro canale YouTube.
#tutankhamonviaggioversoleternità #tutankhamonfirenze #discoverytimesrl #passeggiatenellastoria
Passeggiate nella Storia
https://youtu.be/W1sgCdi9vH8

Un gruppo di ricercatori di Copenaghen rivela i segreti dell’inchiostro usato dagli antichi egizi
09/11/2020
Un gruppo di ricercatori di Copenaghen rivela i segreti dell’inchiostro usato dagli antichi egizi

Un gruppo di ricercatori di Copenaghen rivela i segreti dell’inchiostro usato dagli antichi egizi

Un nuovo studio scientifico condotto da un team internazionale di scienziati europei su un taglio del papiro risalente al II secolo a.C. ha rivelato i segreti dei componenti dell’inchiostro usati dagli antichi egizi per la scrittura. L’analisi dei ricercatori su 12 pezzi di papiro ha rivelato

EGITTO. Rinvenuta a Saqqara quella che potrebbe essere la copia più antica del "Libro dei Morti". - Archeologia online -...
09/11/2020
EGITTO. Rinvenuta a Saqqara quella che potrebbe essere la copia più antica del "Libro dei Morti". - Archeologia online - Archeomedia

EGITTO. Rinvenuta a Saqqara quella che potrebbe essere la copia più antica del "Libro dei Morti". - Archeologia online - Archeomedia

Continua a riservare sorprese uno dei più noti siti archeologici dell’antico Egitto. Parliamo di Saqqara, località situata a circa 30 km a sud del Cairo, che è stata la necropoli dell’antica capitale egiziana di Menfi. Dentro uno dei 59 sarcofagi di legno rinvenuti vicino alla famosa piramide...

Il vero Egitto
07/11/2020

Il vero Egitto

Sarcofago di Akhenaton 🇪🇬🇪🇬🇪🇬

#egitto
#vero

Treasures of ancient Egypt
06/11/2020

Treasures of ancient Egypt

Detail of the queen's painted stucco-coated limestone bust. It was excavated in 1912 at the workshop of Thutmose, the Master of Works, in Akhetaten (modern day el-Amarna). This masterpiece (ÄM 21300) is now in the Neues Museum, Berlin, Germany. 📸Photo (edited for size): BPK/SCALA, FIRENZE

Pharmacopola - Le erbe nella storia
05/11/2020

Pharmacopola - Le erbe nella storia

L'OPPIO FRA GLI ANTICHI EGIZIANI

La presenza del papavero da oppio nell’antico Egitto è da tempo oggetto di discussione e di disaccordo fra gli studiosi. Nello specifico, una buona parte degli studiosi esclude la sua presenza durante l’Età del Bronzo, nel Nuovo Regno, ritenendo che questa droga sia stata introdotta nella valle del Nilo in tempi di molto posteriori, quelli tolemaici o addirittura quelli romani.
Una delle prove a sostegno della sua introduzione tarda sarebbe la mancanza di resti vegetali di questa pianta nei reperti archeologici. Tale argomentazione non appare convincente, poiché anche nell’isola di Creta non sono sinora pervenuti resti vegetali di papavero da oppio – semi o capsule -, senza che ciò abbia mai fatto dubitare della conoscenza e della presenza della pianta durante i tempi minoici e micenei, così ben evidenziata dai reperti iconografici.

Un solo reperto materiale parrebbe contraddire la negazione, perlomeno così recisa, della presenza della pianta nei periodi faraonici.
Fra il corredo della tomba 1389 di Deir-el-Medina, datata al periodo di Thuthmosi III, faraone della XVIII Dinastia salito al trono nel 1479 a.C., in una piccola borsa sarebbe stata ritrovata una capsula di papavero da oppio, la quale non mostrerebbe segni di incisioni superficiali, quelle necessarie per l’estrazione dell’oppio (Bruyère, 1937, pp. 109 e 201).
Germer (1985, p. 45) mette in dubbio la determinazione botanica del reperto, ma senza apportare alcuna prova e senza aver osservato di persona il reperto. E’ del resto difficile pensare a un errore di determinazione botanica, pur ai tempi del Bruyère, in quanto la capsula del papavero da oppio è facilmente riconoscibile anche come reperto archeobotanico. Tuttavia, con questo unico reperto vegetale, Merrillees (1968, p. 155) inferisce con eccessiva sicurezza che “v’è ora una prova incontrovertibile che la pianta del papavero da oppio fu coltivata in Egitto al tempo di Thuthmosi III, sebbene la quantità e il motivo di questa coltivazione sono tutt’ora noti in maniera imperfetta”.
In realtà, la singolarità del ritrovamento potrebbe indicare maggiormente un’importazione occasionale del frutto della pianta, piuttosto che indicare la presenza della pianta viva nel territorio egizio.

Un’ulteriore evidenza sarebbe stata fornita dalla missione italiana guidata da Ernesto Schiapparelli, che scoprì la tomba intatta dell’architetto reale Kha, il quale lavorò per diversi faraoni della XVIII Dinastia e che morì probabilmente attorno al 1405 a.C. Kha fu un insigne architetto e fu sepolto con tutti gli onori a Deir-el-Medina, vicino alla Valle dei Re. Oltre a diversi reperti vegetali, analizzati da Mattirolo (1925-26), nella tomba furono trovati dei vasetti di alabastro, di cui alcuni contenenti ancora dei residui oleosi. Muzio (1925) analizzò il contenuto di uno di questi vasi, e fra i diversi ingredienti ritenne di avervi individuato della morfina (il principale alcaloide dell’oppio), basandosi sia su analisi chimiche – quelle disponibili agli inizi del 1900 – che su analisi farmacologiche, somministrando il residuo oleoso a cavie di laboratorio. La notizia fece un certo scalpore nell’ambiente degli Egittologi, anche perché il contenuto di quel vaso era associato alle sostanze che avrebbero dovuto “svegliare il morto” nell’aldilà, seguendo il rito funebre della “apertura della bocca” come riportato nel Libro dei Morti, e si riteneva che l’oppio non fosse adatto per siffatto “risveglio”. Ma questa opinione, espressa anche da studiosi moderni (cfr. Bisset et al., 1994) è discutibile, poiché, sebbene l’oppio difficilmente potrebbe avere un effetto di “risveglio” fra le persone vive, è plausibile che gli antichi Egiziani lo considerassero dotato di tale proprietà nel mondo dei morti.
Resta il fatto che la determinazione chimio-farmacologica della Muzio, sviluppata con metodologie datate e imprecise, è dubbia. In effetti, uno studio eseguito sul medesimo materiale con strumentazioni e tecnologie micro-analitiche più moderne, non ha evidenziato la presenza di alcaloidi dell’oppio, e nemmeno di alcaloidi tropanici (quelli presenti nella mandragora, nel giusquiamo e in altre solanacee allucinogene) (Bisset et al., 1994).

Merrilles (1968, p. 157) ha riportato alcune altre indagini chimiche eseguite sui residui di alcuni vasi funebri egizi dell’Età del Bronzo, ma la relativa documentazione è troppo scarsa o metodologicamente inadeguata perché possa essere presa in seria considerazione.

Se da un lato la presenza del papavero da oppio come pianta nei periodi faraonici rimane alquanto dubbia, per via anche della scarsa e confusa documentazione iconografica (si veda oltre), d’altro lato la conoscenza e la presenza della droga, cioè dell’oppio, probabilmente d’importazione, apparirebbe più probabile.

Il ritrovamento degli alcaloidi dell’oppio in un base-ring(vaso per medicamenti ed erbe) cipriota ritrovato in Egitto, datato fra il 1600 e il 1450 a.C. (Koschel, 1996), conseguito con le moderne tecniche d’analisi chimica, potrebbe essere un primo dato certo che attesterebbe la conoscenza dell’oppio durante l’Egitto faraonico.

Se le evidenze dirette della presenza della pianta del papavero da oppio durante il Nuovo Regno continuano a essere scarse, l’evidenza indiretta – costituita dalla rappresentazione della pianta nell’arte e nei manufatti – risulta anch’essa debole, costellata da numerose interpretazioni erronee.

Verso la fine della XVIII Dinastia iniziò a diffondersi nell’arte egizia un particolare tipo di collana, di cui l tipo più comune è costituito di perline di cornalina o di vetrina intercalate da perline pendenti più grandi, la cui forma può ricordare quella della capsula di papavero, ma che in realtà potrebbe ricordare anche quella della melagrana o del fiore di fiordaliso. Queste collane di manifattura egizia sono state trovate in diverse aree del levante mediterraneo, negli scavi cretesi, siriani, ciprioti, ecc. (Merlin, 1984, pp. 265-7).

Fra i vari oggetti in cui si sono volute vedere rappresentazioni della capsula del papavero da oppio, cito gli orecchini d’oro ritrovati nella tomba della regina Tausert, appartenente alla XIX Dinastia e datati verso la fine del XII secolo a.C. Inizialmente interpretati come frutti di melograno, Gabra (1956) ha voluto vedere i pendagli di questi orecchini come capsule di papavero. Anche in questo caso nulla esclude che si tratti di raffigurazioni di fiori di fiordaliso. E’ pur vero che il corpo rotondeggiante di questi pendagli è marcato da una serie di linee incise che potrebbero ricordare le incisioni praticate sulla capsula del papavero per conseguire la fuoriuscita della resina che con l’essiccazione si trasforma nell’oppio; ma si tratterrebbe di una raffigurazione di tali incisioni un po’ anomala, sia per il loro eccessivo numero, sia per il fatto che si tratta di incisioni verticali e non radiali, come di fatto venivano praticate per l’ottenimento dell’oppio. Ziegler (2002, p. 472) ha effettivamente interpretato questi pendagli come fiori di fiordaliso. E’ il caso di ricordare che la superficie del “corpo” del fiore del fiordaliso è anch’esso segnato da “irregolarità” verticali dovute alla presenza dei sepali.

A favore dell’ipotesi della mancanza della pianta del papavero da oppio durante il Nuovo Regno e ancor prima, v’è la considerazione che gli antichi Egiziani hanno letteralmente riempito le loro rappresentazioni artistiche con le droghe a loro note, in primis la ninfea e la lattuga, e avrebbero di conseguenza raffigurato abbondantemente anche la capsula del papavero in maniera realistica o stilizzata, tale comunque da permetterne una sua precisa identificazione.

V’è divergenza d’opinioni fra gli studiosi anche riguardo la presenza del papavero da oppio negli antichi papiri medici egizi. Secondo alcuni (fra cui Gabra, 1956, p. 48 e Charpentier, 1981, e ancor prima Lüring, 1888, pp. 45 e 163, quest’ultimo criticato da Loret, 1892, p. 110 e da Keimer, 1925) questa droga sarebbe indicata con i nomi ieratici špn (shepen) e špnn (shepnen o shepenn), dove il primo indicherebbe la pianta, mentre il secondo indicherebbe i suoi semi. Ma è probabile che invece dei semi si intendesse il suo frutto (cioè la “capsula”). Per Gabra (1956, pp. 51-2) la parola špn indicava originalmente il rosolaccio (Papaver rhoeas), e in seguito indicò il Papaver somniferum. Pur privo delle potenti proprietà narcotiche del papavero da oppio, il rosolaccio è dotato di lievi proprietà sedative, conosciute dagli antichi Egiziani. Resti di rosolaccio sono stati ritrovati in diverse tombe reali e i suoi fiori sono dipinti negli affreschi dei palazzi egizi (Merlin, 1984, pp. 270-2). Nel Papiro di Ebers, datato alla XVIII Dinastia, lo špn è l’ingrediente principale di una ricetta per far sedare il pianto dei bambini, un utilizzo del papavero da oppio che si è tramandato nel folclore di diverse parti del Mediterraneo, incluso il medesimo Egitto e la Puglia (per la Puglia si veda Grassano, 1999). Si deve tuttavia considerare che per il medesimo scopo venivano impiegate anche altre piante, ad esempio la lattuga selvatica (si veda Il dio itifallico Min e la lattuga).

Un documento iconografico più certo riguarda un sarcofago del periodo greco-romano recentemente scoperto ad Alessandria d’Egitto. Al suo interno sono stati ritrovati i resti di tre corpi, una donna e due uomini, probabilmente inumati in periodi differenti. Uno dei teschi evidenziava una trapanazione intenzionale subita nel corso della vita (dato che il foro evidenzia accrescimenti ai bordi). Nel fondo del sarcofago sono state rinvenute alcune placche d’oro con raffigurazioni praticate a sbalzo, e di cui una raffigura una capsula di papavero da oppio inserita dentro a un tempio, con evidenti le caratteristiche morfologiche del disco stigmatico, del toro e delle costolature verticali della capsula.
In una seconda placca è raffigurata una probabile pianta di lattuga. Queste placche, probabilmente tenute al collo come pendenti, potrebbero avere avuto una funzione apotropaica o di magia curativa, e verrebbe da associarle al teschio con trapanazione cranica, in quanto sia il papavero che la lattuga hanno proprietà analgesiche.

Tratto da: https://samorini.it/archeologia/africa/droghe-antichi-egiziani/oppio-egiziani/

Indirizzo

Via Camillo Benso Di Cavour, 5
Florence
50129

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Martedì 14:00 - 20:00
Mercoledì 14:00 - 20:00
Giovedì 14:00 - 20:00
Venerdì 14:00 - 21:00

Telefono

+393270235245

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Discovery Time Srl

La mostra “Tutabkhamon: viaggio verso l’eternità” è frutto della collaborazione tra il Ministero delle Antichità del Cairo e la società Discovery Time Srl, che da oltre 20 anni organizza esposizioni culturali di successo in tutto il mondo.

La mostra è stata presentata negli Stati Uniti, in Centro America, in America del Sud e in varie capitali europee, riscuotendo sempre un notevole successo. L’attuale progetto viaggerà per 2 anni nelle principali città italiane.

Obiettivo della mostra è quello di avvicinare il grande pubblico al fascino della cultura egizia.

La tomba di Tutankhamon rivelerà tutti i suoi segreti e gli incredibili tesori che dovevano accompagnare il giovane faraone nel suo ultimo viaggio.


Commenti

Grazie a Clarissa, sono salita sulla macchina del tempo e ho visto Tutankhamon 😍 Da pelle d'oca il tuo racconto
Una piccola recensione da genitore di una bimba di 4 anni che ha amato la mostra divertendosi moltissimo! Grazie! https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=144051127275187&id=109398014073832