22/05/2026
Pubblichiamo integralmente le dichiarazioni d’intenti sulla riapertura del Museo Alessi inviate da due candidati a Sindaco della città di Enna: Vladimiro Crisafulli, detto Mirello ed Ezio De Rose, il terzo candidato Filippo Fiammetta non ha fatto pervenire una sua dichiarazione.
“Da sindaco, la riapertura del Museo Alessi sarà una priorità. Mi assumerò la responsabilità di rimuovere tutti gli ostacoli.
Non possiamo restare inermi davanti alla chiusura del Museo Alessi, che si protrae ormai da oltre vent’anni!
Per la comunità ennese è un diritto fruire di questo straordinario patrimonio. Se eletto, insieme alla mia amministrazione, attiverò immediatamente ogni intervento necessario per restituire alla città questo gioiello: individueremo locali idonei per l’esposizione e reperiremo fondi, anche europei se necessario, per garantirne sicurezza e gestione.
Al suo interno si trovano beni artistici e archeologici di altissimo valore, che raccontano la storia millenaria della città. Le prestigiose collezioni Petroso e Alessi non possono restare confinate nell’oblio. Avvierò subito un tavolo tecnico con tutte le istituzioni competenti, coinvolgendo il legale rappresentante e dunque la Curia e la Soprintendenza.
Non c’è più tempo da perdere, occorre individuare rapidamente spazi adeguati, conformi agli standard di sicurezza e organizzare un sistema efficiente di vigilanza. Mi impegnerò personalmente a rimuovere tutti gli ostacoli che ne hanno determinato la chiusura per oltre vent’anni.
La collezione del canonico Giuseppe Alessi era destinata a essere esposta in un luogo pubblico e accessibile, è nostro dovere fare in modo che ciò avvenga al più presto.
Un plauso va al comitato promotore per la riapertura del Museo Alessi per aver saputo coinvolgere l’opinione pubblica su una questione così rilevante. Enna è straordinariamente ricca di cultura e la cultura deve essere accessibile a tutti.”
Mirello Crisafulli
“Museo Alessi"
1. Continuità con la disponibilità offerta dal sindaco uscente
La riapertura del Museo Alessi rappresenta una priorità culturale e identitaria per la città di Enna e
richiede un percorso istituzionale serio, condiviso e concretamente praticabile. In questo senso,
ritengo fondamentale dare continuità al lavoro già avviato dall’amministrazione uscente e alla
collaborazione instaurata negli ultimi anni con la Chiesa Madre e con la Diocesi.
È importante ricordare che tale percorso non nasce oggi, ma trova già un riferimento preciso nella
Convenzione sottoscritta il 24 maggio 2023 tra il Comune di Enna e la Parrocchia Maria SS. della
Visitazione, finalizzata alla realizzazione di mostre temporanee presso Palazzo Chiaramonte
attraverso selezioni di reperti della Collezione Alessi. Quella Convenzione aveva un duplice
obiettivo: da un lato restituire alla pubblica fruizione beni di straordinario valore storico e culturale;
dall’altro creare progressivamente un fondo destinato a contribuire alla futura riapertura stabile del
Museo Alessi.
Ritengo che il Comune debba continuare a svolgere un ruolo di sostegno istituzionale e di mediazione
tra tutti i soggetti coinvolti, affinché si possano finalmente creare le condizioni per una riapertura
concreta, sostenibile e duratura.
Il Museo Alessi non rappresenta soltanto uno spazio espositivo, ma un presidio fondamentale della
memoria storica, artistica e culturale della città. Restituirlo alla comunità significa restituire ad Enna
una parte della propria identità.
2. Luogo ideale
La collocazione naturale del Museo Alessi resta, a mio avviso, quella storicamente connessa alla
Chiesa Madre e agli spazi originariamente destinati alla raccolta museale. Il legame tra il museo, la
storia della città e il contesto religioso e culturale in cui esso è nato costituisce infatti un elemento
essenziale che deve essere preservato e valorizzato.
È importante, inoltre, fare una necessaria distinzione tra la Collezione Alessi propriamente detta e il
cosiddetto Tesoro della Chiesa Madre, perché spesso i due aspetti vengono sovrapposti. La Collezione
Alessi comprende principalmente la quadreria, statuette egizie, monete e reperti raccolti dal Canonico
Giuseppe Alessi nel corso della sua vita. Diverso è invece il patrimonio costituito dal Tesoro della
Chiesa Madre, formato da argenti sacri, manufatti liturgici, gioielli, opere d’arte e beni storicamente
legati alla Collegiata Chiesa Madre e al culto di Maria SS. della Visitazione.
Nel corso degli anni il Museo Alessi ha rappresentato il luogo nel quale questi patrimoni, pur distinti
per natura e proprietà, hanno dialogato tra loro restituendo un racconto unitario della storia religiosa,artistica e culturale di Enna. È proprio questo legame con la Chiesa Madre e con il centro storico a
rendere naturale la permanenza del museo in un’area prossima alla sua sede originaria.
Considero importante anche il percorso di confronto istituzionale già avviato negli ultimi anni,
culminato nel sopralluogo effettuato presso Palazzo Chiaramonte alla presenza dei rappresentanti
della Parrocchia, della Soprintendenza, del Comune e degli altri soggetti coinvolti. Quel sopralluogo
ha avuto il merito di affrontare la questione con serietà e rigore tecnico, evidenziando le criticità
strutturali e impiantistiche che oggi non consentono ancora di utilizzare quegli spazi senza preventivi
interventi di adeguamento.
La tutela e la corretta conservazione dei beni culturali devono infatti restare una priorità assoluta.
Sicurezza, impianti antincendio, controllo microclimatico e standard museali adeguati non
rappresentano aspetti secondari, ma condizioni indispensabili per qualunque progetto espositivo serio
e duraturo.
Per questa ragione, pur ritenendo che la sede storica resti la soluzione ideale per il futuro del Museo
Alessi, credo sia opportuno valutare anche soluzioni temporanee o complementari che possano
consentire una graduale riapertura alla fruizione pubblica. In questo senso, gli spazi del complesso
delle Benedettine, prossimi al completamento dei lavori, potrebbero rappresentare un’alternativa
concreta e qualificata, capace di garantire adeguati standard espositivi e al tempo stesso una
valorizzazione immediata del patrimonio culturale.
3. Modalità di finanziamento per la gestione
La gestione del Museo Alessi dovrà fondarsi su un modello di collaborazione istituzionale stabile e
sostenibile, capace di coinvolgere tutti i soggetti interessati alla tutela e alla valorizzazione del
patrimonio culturale cittadino.
Non si può immaginare che il peso economico della riapertura e della gestione ricada esclusivamente
sul Comune di Enna. Occorre invece costruire una rete di cooperazione tra Comune, Parrocchia,
Diocesi, Regione Siciliana, Soprintendenza ed enti culturali, valorizzando le opportunità offerte dai
fondi regionali, nazionali ed europei destinati ai beni culturali e alla rigenerazione degli spazi museali.
In questa prospettiva, appare particolarmente importante anche l’impostazione già contenuta nella
Convenzione del 2023, che prevedeva la costituzione di un fondo dedicato alla futura riapertura del
museo attraverso le attività espositive temporanee. Si tratta di un modello che può rappresentare una
base concreta da cui ripartire, integrandolo con ulteriori progettualità culturali, percorsi turistici e
iniziative di valorizzazione capaci di garantire continuità gestionale e sostenibilità economica.
L’obiettivo deve essere quello di assicurare la tutela, la valorizzazione e la permanenza ad Enna della
Collezione Alessi e del tesoro della Chiesa Madre, restituendo alla città uno dei suoi più importanti luoghi della memoria e della cultura.”
Ezio De Rose