Maec Cortona

Maec Cortona Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona.
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🚌 In gita a Cortona con la macchina del tempo ⠀⛪ Le due foto che pubblichiamo ci riportano al 1° giugno 1959, ci raccont...
16/04/2020

🚌 In gita a Cortona con la macchina del tempo ⠀
⛪ Le due foto che pubblichiamo ci riportano al 1° giugno 1959, ci raccontano della gita a Cortona organizzata per i bambini dalla parrocchia della Cattedrale di Città di Castello. ⠀
🔔 Nella prima immagine si vedono i piccoli al Torreone mentre corrono verso Santa Margherita, gli autobus sono stati parcheggiati nei pressi della chiesa di San Carlo, sono ancora visibili i due cipressi, sembra mancare una delle tre campane sulla vela.⠀
👦🏻👧🏻 La seconda foto ritrae i piccoli parrocchiani intenti a giocare al tiro della fune, dietro di loro si intravede la Fortezza del Girifalco, si possono notare alcuni dettagli che ne fanno intuire lo stato di conservazione negli anni ‘50.⠀
📷 Le due immagini sono parte dell’archivio dello Studio Fotografico Giuseppe Tacchini, ora conservato nel Centro fotografico Tifernate della Biblioteca comunale Giosuè Carducci di Città di Castello.⠀

👉🏻 https://bit.ly/2VGHLTl
👉🏻 https://bit.ly/3cfy44I

#MAECcortona
#MuseiChiusiMuseiAperti

a correre tra i fiori?  🔍 Guarda questo vaso conservato al MAEC, è decorato con figure nere e tocchi di bianco.⠀💮 Sul co...
15/04/2020

a correre tra i fiori? 🔍 Guarda questo vaso conservato al MAEC, è decorato con figure nere e tocchi di bianco.⠀
💮 Sul collo puoi notare un motivo con bocci di loto disposti orizzontalmente, mentre sulla spalla è una catena di archi con motivi floreali stilizzati che pendono dal centro di ciascun arco.⠀
🏃🏻‍♂️ Sul corpo del vaso puoi vedere alcune figure nude, di profilo, che vanno verso sinistra, intervallate da steli da cui pendono bocci di loto. Sopra il piede del vaso raggi con la cuspide volta verso il basso.⠀
📷 Lydion, argilla rosata, vernice nera a tratti rossastra, provenienza ignota, si può datare verso il 520-510 a.C..⠀
La forma particolare di questo vasetto deriva da prototipi greco-orientali che venivano largamente esportati anche in Etruria. Il lydion è riferibile alla fabbrica denominata «pontica», operante a Vulci.⠀

📍 In questi giorni il MAEC è chiuso ma continuiamo a raccontartelo attraverso l’immagine di un'opera, un oggetto o un luogo #MuseiChiusiMuseiAperti⠀
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#MAECcortona

14/04/2020
dal "Viaggio archeologico nell'antica Etruria" di Wilhelm Dorow

📕 per #tiLeggoCortona il Prof. Roberto Venuti, ordinario di Letteratura tedesca all'Università di Siena - ci legge un brano di Wilhelm Dorow tratto dal volume "Viaggio archeologico nell'antica Etruria", 1829. ⠀
👨🏻 Wilhelm Dorow (1790-1846) archeologo, storico e diplomatico tedesco fondò a Bonn il Museums Rheinisch-Westfälischer Altertümer.
Nel 1827 soggiornò in Italia dove effettuò scavi nelle aree di Canino e Vulci.

📜 A Cortona vendono una descrizione della città, ma non è buona, può essere considerata solo come un mero elenco di conventi e confraternite del luogo, con relativa storia. Non c'è niente di ciò che dona valore a Cortona, o meglio, i dettagli sono così inesatti che ci si augura che un uomo colto ed abile possa scrivere con cura maggiore la storia e le curiosità di questa città.
Parliamo ora di ciò che vi ho trovato. La biblioteca, con le sue collezioni di antichità, è affidata alla custodia del Signor Ponbucci, uomo amabile e molto cortese. Tra i libri a stampa ce ne sono di molto rari e preziosi; tutto ciò che è stato pubblicato sulle antichità etrusche è completo e si resta veramente stupiti di trovare delle ricchezze di questo tipo in una piccola città di provincia: sono il frutto di un tempo fiorente dell'Accademia di Antichità di Cortona. La collezione di antichità annessa alla biblioteca, brilla meno per la quantità che per il valore intrinseco dei pezzi che la compongono. Tra i bronzi trovati a Cortona o nelle sue vicinanze, ci sono dei pezzi di un valore inestimabile. Tra questi c'è una figura alta sei pollici che tiene un fulmine in mano. Nel Museum Cortonense nel Museum Etruscum di Gori è indicata come Giove; ma si tratta di Bacco, dal momento che è noto che gli Etruschi attribuissero spesso il fulmine a questa divinità. Cortona possiede anche i resti di antiche mura ciclopiche, non ben conservate né estese come quelle di Fiesole; si tratta di enormi blocchi di pietra di forma allungata e quadrata, appoggiati l'uno sull'altro senza malta. Tra le chiese mi occuperò del mausoleo di Santa Margherita, opera del tredicesimo secolo, visibile all'interno della chiesa della santa. La chiesa appartiene all'ordine dei Francescani, è posta al di sotto della cittadella, sulla cima più alta della montagna, a circa un miglio al di sopra della città. Il convento è circondato da cipressi; da ogni lato si gode di una vista incantevole, soprattutto verso il lago Trasimeno, che con la superficie azzurra delle sue acque limpide, dona al paesaggio la vita, il bagliore e l'interesse dei ricordi classici.

👉🏻 l'edizione integrale del volume "Voyage historique dans l'ancienne Étrurie , par M. le dr. Dorow" https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5040126

📌 Ti Leggo Cortona: professionisti e buoni interpreti leggono brani di racconti e romanzi in cui è protagonista il patrimonio culturale cortonese 📚 testi tratti da diari di viaggi o romanzi contemporanei sono i protagonisti di questa rubrica.⠀

#MAECcortona
#MuseiChiusiMuseiAperti

Oggi ci spostiamo, solo virtualmente, per visitare la Chiesa di Santa Margherita⠀⛪ Il santuario sorge sulle parte più al...
13/04/2020

Oggi ci spostiamo, solo virtualmente, per visitare la Chiesa di Santa Margherita⠀
⛪ Il santuario sorge sulle parte più alta della collina cortonese, subito sotto alla Fortezza Medicea ed è dedicato alla figura di Santa Margherita, patrona di Cortona e terziaria francescana, e alla successiva attività culturale e spirituale dei Francescani Osservanti. ⠀
✝ Alla morte della santa (22 febbraio 1297) si decise di costruire una chiesa in suo onore, a fianco dell’antica chiesetta di San Basilio che Margherita stessa aveva restaurato dopo averla scelta come luogo di penitenza e di preghiera. ⠀
🎨 Nel 1304 l’edificio sacro era già costruito, ma si continuò ad abbellirlo con importanti affreschi per tutto il Trecento. Di questo ciclo murale sono giunti a noi solo pochi frammenti, attribuibili ai fratelli Lorenzetti, conservati nel Museo Diocesano. ⠀
⚒ La chiesa attuale è frutto della ricostruzione ottocentesca affidata dapprima all’architetto Presenti, che sostituì l’originario impianto ad unica navata con una struttura basilicale, poi all’architetto Falcini che lo terminò senza accontentare i cortonesi, che nel 1896 incaricarono l’architetto Castellucci di rifare la facciata che reca nell’occhio il rosone trecentesco dell’antica chiesa abbattuta. ⠀
Conservato nella cappella del transetto di sinistra è il monumento sepolcrale di Santa Margherita in marmo scolpito (XIV sec.). ⠀
🔍 In realtà il corpo di Santa Margherita è conservato entro un'urna d’argento collocata sopra l’altare maggiore. I cortonesi avevano commissionato il disegno della cornice a Pietro Berrettini e incaricato della realizzazione dapprima il fiorentino Adriano Lani (XVII sec.) e poi un ignoto argentiere fiorentino. ⠀
🙏🏻 Nell’altare a destra dell’altare maggiore si trova collocato, il Crocifisso detto di Santa Margherita, ovvero il Crocifisso di fronte al quale Santa Margherita pregava e che le aveva rivolto la parola.⠀
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📍 In questi giorni il MAEC non può essere visitato, continuiamo a raccontarlo attraverso l’immagine di un'opera, un oggetto o un luogo #MuseiChiusiMuseiAperti ⠀
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🎧 foto, audioguida e tappe del sentiero http://bit.ly/sentierodipietra ⠀⠀
🗺 info e mappa del MAEC parco: http://bit.ly/MAECparco ⠀⠀
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#MAECparco

13/04/2020

#giochiamoalMAEC Bravo Massimo per questa originale reinterpretazione della tela di Gino Severini 🎨

Da parte dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cortona, del MAEC e della BCAE,Ti auguriamo una Pasqua luminosa
12/04/2020

Da parte dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cortona, del MAEC e della BCAE,
Ti auguriamo una Pasqua luminosa

📜 "Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la to...
12/04/2020

📜 "Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba.⠀
Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.
L'angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: "È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete". Ecco, io ve l'ho detto».⠀
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli.⠀
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno»."⠀

📷 nella foto la Resurrezione di Cristo, attribuita alla scuola di Santi di Tito, seconda metà del XV secolo, olio su tavola, che puoi vedere a Palazzo Casali nella sala del Biscione.

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#MuseiChiusiMuseiAperti
#cronachedalmuseochiuso
#allaScopertadelMAEC

📷 SCATTA e  VINCI!  👓 guarda bene la tela di Gino Severini conservata al MAEC🐟 cerca in casa uno o più oggetti rappresen...
11/04/2020

📷 SCATTA e VINCI!
👓 guarda bene la tela di Gino Severini conservata al MAEC
🐟 cerca in casa uno o più oggetti rappresentati nel quadro
🤳🏻 sistemali su un tavolo e scatta la foto
👩🏻‍💻 pubblicala con l'hashtag #giochiamoalMAEC
👨‍👩‍👧‍👧 puoi farti aiutare dai tuoi genitori e usare i loro social
🎁 per chi posterà le foto in regalo la guida per ragazzi "La collezione Severini"
💻 e poi la pubblicheremo nel sito del MAEC
🔍 suggerimenti? il quadro rappresenta una tavola: la tovaglia a quaretti; un vassoio con due aringhe; un fiasco di vino; un grappolo d'uva; una alzata con i tovaglioli e qualche biscotto; una lucerna; una brocca; un vaso scuro e sul fondo una tenda o forse della carta da parati

📌Natura morta con aringa e compostiere blu (Nature morte aux harengs dorées), 1946-47, olio su tela, cm 61x50.

#MAECcortona
#MuseiChiusiMuseiAperti

📰 L’iniziativa. «Ti leggo Cortona», il paese nei grandi romanzi La Nazione, 11 aprile 2020C’è Grazia Frappi, revocatrice...
11/04/2020

📰 L’iniziativa. «Ti leggo Cortona», il paese nei grandi romanzi
La Nazione, 11 aprile 2020
C’è Grazia Frappi, revocatrice storica che per #tiLeggoCortona legge la novella di Giovanni Sercambi «De Tristitia et Vilitate di Isabetta e Tristano da Cortona», un pezzo della raccolta di novelle, concepita come il passatempo di una brigata vagante per l’Italia, da Lucca, a cercare aria più salubre e insieme edificazione spirituale. Grazie a Ti Leggo Cortona infatti professionisti e buoni interpreti leggono brani di racconti e romanzi in cui è protagonista il patrimonio culturale cortonese, testi tratti da diari di viaggi o romanzi contemporanei sono i protagonisti di questa rubrica.
Non solo, tra i contributi messi online per #MuseiChiusiMuseiAperti, il MAEC propone di spostarsi virtualmente alla Fratticciola e visitare la Chiesa di San Giusto con foto, audioguida e tappe del sentiero virtuali. La fondazione di questa piccola chiesa risale al XIV-XV secolo, ha un impianto planimetrico rettangolare con tre altari neorinascimentali e le colonne in pietra.
Ma c’è di più. In questi giorni il MAEC non può essere visitato, così si continuerà a raccontarlo attraverso l’immagine di un’opera, un oggetto o un luogo al giorno. Così online si trova anche il contributo di Paolo Bruschetti, vice Lucumone dell’Accademia etrusca di Cortona, che presenta il lampadario etrusco, uno dei simboli del MAEC e della stessa città di Cortona, scoperto nel 1840 nei dintorni di Cortona, nella zona della Fratta, in maniera del tutto casuale.
Ma c’è anche Marte, il bronzo etrusco raccontato attraverso immagini e notizie proprio sulle pagine social del museo.
La struttura ha aderito alla campagna #MuseichiusiMuseiaperti. In arrivo approfondimenti attraverso video, rubriche e altre attività sui canali social e nel sito internet dello stesso museo.

10/04/2020
✝ La Via Crucis di Gino Severini

📍 oggi in compagnia di Ilaria Ricci, autrice della guida La collezione Severini, andiamo alla scoperta della Via Crucis di Gino Severini #MuseiChiusiMuseiAperti⠀

⛪ Nel 1944 mons. Giuseppe Franciolini incaricò Gino Severini di eseguire la Via Crucis. La committenza, voluta dal Vescovo a scioglimento di un voto fatto durante la guerra, prevedeva 14 stazioni della Via Crucis e una scena introduttiva con l'immagine di S. Margherita come protettrice della città, eseguite con l'antica tecnica del mosaico.
🎨 Dopo aver preparato i cartoni, oggi esposti al Museo Diocesano (tranne quello ai Musei Vaticani), già nel 1946 i mosaici vennero inseriti nelle edicole che ancora oggi salgono lungo il cammino che da Porta Berarda arriva al santuario dedicato alla patrona della città.
🔍 Osservando i mosaici della Via Crucis ci troviamo davanti a un mondo aspro e spigoloso dove i grandi occhi dei personaggi fissano immobili e spalancati lo spettatore, come negli antichi mosaici bizantini.
Il dramma della tortura inflitta al Figlio di Dio si svolge in un mondo dove il paesaggio è ridotto al minimo, quasi a simboleggiare l'assenza di vita di un momento così tragico. Poi soffermando lo sguardo ci si accorge che quel paesaggio allude in maniera sempre più chiara a Cortona, con le sue strade lastricate da pietre grige, gli edifici che come tanti cubi e parallelepipedi si affastellano gli uni sugli altri. Attorno alla figura di Cristo si riuniscono uomini, donne e bambini che rappresentano l'umanità di ogni tempo, come sottolineano gli abiti sia di foggia antica che dai motivi contemporanei. Agli impassibili soldati romani dagli occhi chiusi si alternano tutte quelle figure che compiono gesti umani come fa la Veronica, o la donna raggomitolata nel suo pianto, o ancora il bambino che, con tutta la sua innocenza, si succhia il dito estraneo al dolore a cui sta assistendo.

📷 grazie a Fotoclub Etruria per le splendide foto

📌 In questi giorni il MAEC non può essere visitato, continueremo a raccontarlo attraverso l’immagine di un'opera, un oggetto o un luogo

#MAECparco

09/04/2020
Pietro Berrettini, Madonna con Bambino e Santi

📍 oggi Silvia Vecchini, di Omnia guide, ci presenta la tela di Pietro Berrettini, Madonna con Bambino e Santi #MuseiChiusiMuseiAperti⠀

🎤 Ordini religiosi cavallereschi, cammini, pellegrinaggi, sono tutti termini che ci rimandano al Medioevo, quando queste realtà sono nate con fini assistenziali di protezione nei confronti dei pellegrini dopo le crociate. Ecco che tutti questi termini però ci avvicinano anche ad una delle più belle tele realizzate da Pietro Berrettini, artista nato a Cortona e considerato tra i massimi esponenti dell'arte barocca.
⛪ Sarà Comino Passerini a commissionare una tela per l'altare di famiglia nella chiesa di Sant'Agostino.
🛡 Il committente volle però che tale opera sottolineasse l'appartenenza sua e di alcuni membri della famiglia agli ordini cavallereschi.
🔍 Osservando la tela infatti possiamo riconoscere, inginocchiato dinanzi alla Vergine, Santo Stefano Papa il cui nome e le croci impresse sul libro e sul piviale ci rimandano al suo omonimo ordine di cui faceva parte lo stesso Cosimo.
✝ In onore dello zio del committente, Dionigi, alla sinistra alla sinistra possiamo vedere San Giovanni Battista protettore dell'Ordine dei Cavalieri di Malta che indica un cuscino crociato sorretto da un cherubino.
Infine, in secondo piano, identifichiamo la figura di San Giacomo, protettore dell'Ordine dei Cavalieri di Calatrava, probabilmente allusione a uno dei familiari di Cosimo.
🎨 Tecnicamente la tela è da considerarsi un trionfo di cromatismi veneti che culminano nel piviale del santo papa, nella resa materica del bloccato e nel forte contrasto cromatico fra loro e rosso. Inoltre la Vergine ha un valore interessante, non è più vista come un'apparizione fra le nuvole, da temere e adorare, ma bensì come una statua vivente, una divina regina, adorata dalla sua intima corte.
📅 La datazione vuole l'opera realizzata nel 1626 e poi portata da Roma nel 1628.
🏛 Cortona si può vantare di custodire una delle opere più belle realizzate da questo artista, all'interno delle sale del MAEC Museo dell'Accademia Etruscae della città di Cortona.

#allaScopertadelMAEC
#MAECcortona
#iorestoacasa
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Ecco Marte!  ⠀🚶🏻‍♂️ La figura filiforme è colta nell'atto di incedere a grandi passi verso di noi.🌙 La testa, allungata,...
08/04/2020

Ecco Marte! ⠀
🚶🏻‍♂️ La figura filiforme è colta nell'atto di incedere a grandi passi verso di noi.
🌙 La testa, allungata, è sovrastata da un elmo con grande cimiero a mezzaluna di tipo attico.⠀
🛡 La mano destra doveva impugnare la lancia e il braccio sinistro doveva reggere lo scudo.⠀
🔨 La schematicità dell'anatomia del bronzetto è dovuta alla lavorazione e alla rifinitura a freddo con la lima.⠀
📷 Marte o figura di guerriero, bronzo, prodotto da una officina umbro-meridionale alla fine VI - inizio V secolo a.C., alto 8 cm. circa, provenienza ignota.⠀

📍 In questi giorni il MAEC è chiuso ma continuiamo a raccontartelo attraverso l’immagine di un'opera, un oggetto o un luogo #MuseiChiusiMuseiAperti⠀

#MAECcortona
#allascopertadelMAEC

07/04/2020
"De Tristitia et Vilitate di Isabetta e Tristano da Cortona" di Giovanni Sercambi

📕 per #tiLeggoCortona Grazia Frappi - rievocatrice storica - legge la novella di Giovanni Sercambi "De Tristitia et Vilitate di Isabetta e Tristano da Cortona". ⠀
📜 Giovanni Sercambi nacque a Lucca nel 1348, l'anno della peste nera e lo portò via vecchio un'altra peste nel 1424. Ancora una peste, quella che infuriò a Lucca nel 1371-73 gli suggerì molto più tardi la cornice alla sua raccolta di novelle, concepita come il passatempo di una brigata vagante per l'Italia, da Lucca, a cercare aria più salubre e insieme edificazione spirituale. ⠀

💻 le Novelle di Sercambi sono scaricabile in vari formati 👉🏻 bit.ly/novelleSercambi ⠀

📌 Ti Leggo Cortona: professionisti e buoni interpreti leggono brani di racconti e romanzi in cui è protagonista il patrimonio culturale cortonese 📚 testi tratti da diari di viaggi o romanzi contemporanei sono i protagonisti di questa rubrica.⠀

📜 Giovanni Sercambi - DE TRISTITIA ET VILITATE DI ISABETTA E TRISTANO DA CORTONA.
Innella città di Cortona — posta in sun un gran poggio e circandata di vigne e giardini di mandole, innelle quali vigne si ricoglieno buoni e preziosi vini bianchi e vermigli nomati vini cortonesi, di che le donne ne prendono molta consolazione — avenne che una giovana grande e grossa di suo corpo et assai bella nomata Isabetta, nata di persona non molto ricca ma - di stato - assai buono secondo Cortona, et essendo il tempo della vendemia, la ditta Isabetta ogni dìe recava tre o quattro canestre d'uva dalla vigna, non toccando le suoi però ch'erano alla scesa del monte. Di che uno nomato Tristano vedendo Isabetta tornare colle canestre dell'uva, dicendo: “Costei torna sì tosto?”, pensò non dover dalle sue vigne venire ma dell'altrui quell'uva regare.
Et avendone Tristano innel poggio, pensò voler vedere d'onde Isabetta tale uva aregava. E uscito di Cortona, andatosene alla sua vigna, vidde venire Isabetta colla canestra in capo et entrar in una vigna acosta a quella di Tristano, andando cercando dell'uva più bella. E poca in tal vigna ne colse che saltò in quella di Tristano. E quine trovandone assai, disse Tristano fra se medesmo: “Se costei empie lo canestro della mia uva, io l'empierò la tana della mia terra”. E stando in tal maniera, Isabetta ebbe piena la canestra d'uva. E quando volse partirsi, aconciandosi lo sottocaporo per volere la canestra mettersi in capo, Tristano, che tutto ha veduto e postosi in cuore alcuno fatto, si mosse; e giunto dove Isabetta era, percossela dicendo: “Tu mi vai rubando et empi la tua canestra di uva, et io empierò la tua tana di terra”.
E gittatola in terra, standole tra le cosce dicea: “E' vien voglia di fartelo”. Isabetta sta cheta e nulla dice. Tristano dice: “Or mi vien voglia di fartelo”. Isabetta ferma, tenendo aperte le cosce. Tristano dice: “Per certo e' mi vien voglia di fartelo”; e pure non si muove. Isabetta cheta, senza alcuna resistenzia fare. Tristano replica: “Se non che io non voglio, tu se' pur giunta: io tel farei”. Isabetta, udendo ciò ch'e' ha ditto, alzando le gambe innel petto a Tristano diè per sì fatto modo che più di X braccia giù dal poggio lo fe' cadere.
Isabetta, rivoltasi, la canestra si misse in capo et a Cortona ne gìo ratta, narrando a' vicini la valentia che Tristano avea fatta e come con du' calci l'avea gittato giù per lo poggio a mal suo grado. Li vicini consentendo, spregiando Tristano in tutte le parti, dicendo: “Isabetta, tu porti lo onore sopra Tristano”; Tristano, che ciò sente, più tempo sta che in Cortona non torna.


#MAECcortona
#MuseiChiusiMuseiAperti

Indirizzo

P.zza Signorelli, 9
Cortona
52044

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il MAEC

Istituito nel 2005 il MAEC Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona è un museo che riunisce le antiche collezioni settecentesche dell’Accademia Etrusca come il lampadario etrusco, la sezione egizia, la biblioteca storica e le opere di Gino Severini con i più recenti rinvenimenti archeologici che illustrano la storia di Cortona.

Tra questi spiccano la “Tabula Cortonensis” e i corredi delle tombe dei circoli del Sodo. Il MAEC è anche il punto di sintesi per comprendere le realtà del Parco Archeologico.

La donazione e la prima sede

L’atto di nascita del museo corrisponde all’anno 1727, quando l’abate Onofrio Baldelli donò il suo museo e la sua «libreria» all’istituzione, promossa dai nipoti, Marcello, Filippo e Ridolfino Venuti, che si erano riuniti con altri nobili cortonesi per «erigere una società, o sia accademia di scienze et erudizioni». La sede all’ultimo piano di palazzo Casali fu concessa dal Granduca di Toscana Giangastone de’ Medici; in essa, dopo una lunga serie di lavori di restauro e di adattamento protrattisi fino al 1753, furono collocati sia la biblioteca sia il museo, uniti dalla comune funzione di promozione culturale che era lo scopo stesso dell’Accademia.

Al nucleo iniziale, costituito dalla collezione Baldelli, si aggiunsero nel corso del XVIII secolo molti altri pezzi, soprattutto archeologici, donati dai singoli soci o dai Lucumoni che presiedevano l’attività dell’Accademia; essi inoltre erano tenuti, per tradizione, ad offrire un loro ritratto, la cui raccolta costituisce un importante documento di vita accademica; prezioso e singolare è il dono fatto dal Lucumone Carlo Ginori nel 1756 del tempietto in porcellana dedicato alle glorie della Toscana.

L’Accademia Etrusca

L’attività collezionistica fu così vivace che ad essa dettero la loro entusiasta adesione alcuni fra i maggiori studiosi italiani, francesi, inglesi e tedeschi: fu così che il nome dell’Accademia Etrusca divenne famoso anche e soprattutto fuori dei confini nazionali.

Dopo l’unità nazionale, la vita dell’Accademia, a partire dal 1874, si è identificata con quella del suo bibliotecario e conservatore del museo e poi Lucumone Girolamo Mancini; interessato soprattutto ad un’intensa attività nel campo bibliografico, non mancò di occuparsi del museo che in quel periodo si arricchì notevolmente: alla fine del secolo fu acquisito il lascito di mons. Guido Corbelli, Vescovo di Cortona, che come delegato apostolico per l’Arabia e l’Egitto aveva raccolto una grande quantità di oggetti: tutto egli volle donare al museo della sua città, che poté così ottenere una raccolta di antichità egiziane fra le principali d’Italia.

Le vicende che si sono accavallate fra l’inizio del Novecento e la fine della seconda guerra mondiale ebbero solo in parte riflessi negativi sul Museo, che peraltro arricchì notevolmente le sue raccolte, soprattutto con l’acquisizione dell’intera collezione Tommasi-Baldelli; alla fine degli anni Quaranta il Museo fu definitivamente ampliato, occupando tutto il piano nobile di palazzo Casali con rinnovati e moderni criteri espositivi e di pubblica fruizione; in epoca ancor più recente, il museo si è ulteriormente arricchito con una preziosa raccolta di opere di uno dei promotori del movimento futurista, Gino Severini, cortonese, che volle lasciare alla sua città natale un segno della sua grandezza.

Il Museo cambia Aspetto

Un’ulteriore tappa del lungo processo di arricchimento delle collezioni museali è della primavera del 1995, nel momento in cui la Soprintendenza Archeologica per la Toscana ha depositato nelle sale dell’Accademia, restaurate per l’occasione, i reperti provenienti dalla tomba etrusca il “Melone secondo del Sodo”. Ciò portò ad una ulteriore ampia trasformazione del Museo, che ne ha profondamente mutato l’aspetto e arricchito il contenuto.

Così nel 2005 il vecchio Museo è divenuto “MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona”, un organismo che fino dalle prime settimane della sua riapertura ha riscosso un grande successo, e che restituisce a Cortona il prestigio – mai sopito peraltro – di un centro di grande importanza e in continuo divenire, centrale nella offerta culturale della città.

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Sono Graziella Gorelli viale Michelangelo 208 Terontola AREZZO
A pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Cortona si prepara ad ospitare la sesta edizione del Premio Semplicemente Donna. Sono dieci le protagoniste che ricevono oggi premio. Dieci premiate unite tra loro da storie che parlano di violenza ma anche di speranza e reazione, di impegno nella società civile. Storie anche di chi ha lottato e sta lottando per eliminare il fenomeno della violenza di genere attraverso il proprio lavoro. http://www.valdichianaoggi.it/notizie/domani-a-cortona-il-premio-semplicemente-donna/
DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018 Continuano gli appuntamenti di Novembre al MAECParco... Gli Etruschi e il mondo Agricolo | L'olio e gli Etruschi Secondo appuntamento della serie "Etruschi una volta al mese" al Parco Archeologico del Sodo: questa volta AION Cultura, in collaborazione con l'ISIS "Angelo Vegni" delle Capezzine, propone un interessante approfondimento sul tema attuale dell'olio dell'oliva in epoca etrusca, dalla sua produzione agli usi che se ne faceva nell'antichità; è ben noto, infatti, che prima e oltre ad essere utilizzato in cucina, l'olio servisse per illuminare, per la cosmesi, per gli atleti. Eleonora Sandrelli, Marco Mearini e gli studenti del Vegni ci accompagneranno in modo dinamico ed esperienziale.alla scoperta di questa che era ed è una eccellenza del territorio di Cortona. Evento gratuito con degustazione finale di olio nuovo L'evento rientra all'interno del ricco calendario presentato dal MAEC #alMAECparco |100 ore di eventi VI ASPETTIAMO numerosi!!!!!! Per informazioni sul calendario eventi che avrà durata fino a giugno 2019: Tel 0575 637235 Il calendario è consultabile sul sito: www.cortonamaec.org #apropositodelmaec #maecparco #valoremuseo @fondazionecrfirenze @icom.italia #fondazionefitzcarraldo @comunedicortona Maec Cortona
Ne siete a conoscenza? :)
Greetings . I present to you my page dedicated to NARBO MARTIVS ( Roman Narbonne , south of the France ) , NARBONENSIS capital's and city among the top 20 according with the very famous Roman author AVSONIVS ( Ausone ) in ORDO VRBIVM NOBILIVM ( order of great noble cities ) : Narbo Martivs , première fille de Rome .
Bellissima ed eterogenea raccolta, con materiali e opere di altissimo pregio e interesse. Ottima esposizione per la parte più antica riguardante preistoria e periodo etrusco e romano. Salendo verso i piani più alti si nota invece un esposizione meno curata (mancanza di didascalie) fino ad arrivare alla Sala Severini in cui la temperatura raggiunge (essendoci una vetrata insufficientemente schermata) livelli insopportabili di calore non solo per i visitatori ma soprattutto per le opere; la straordinaria opera "La Bohémienne", pastello su carta se non sbaglio (la didascalia qui presente è scarsa di informazioni), è già in precarie condizioni e credo che questi parametri climatici siano alquanto dannosi per la sua conservazione. Inoltre una cosa che mi ha stupito, in uno straordinario palazzo, ma sicuramente un po' labirintico la totale assenza di personale di sorveglianza ( non molto, ma almeno uno su piano) a cui il visitatore possa ricorrere in caso di qualsivoglia esigenza. La collezione sembrava veramente abbandonata a se stessa, e uscendo l'unico personale presente (3 persone) erano poco professionalmente svaccato sulle sedie indifferenti al passaggio dei visitatori. Insomma, un bellissimo scrigno ricvo di capolavori che però riflette un po' una condizione di degrado e disinteresse per il nostro preziosissimo e unico patrimonio. (Infine anche il book shop mostrava segni di abbandono con testi rovinati e espositori pieni di polvere accumulata in tanto tempo)