ANPI Borgomanero

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«𝗡𝗮𝗷𝗺𝗲𝗵 𝗔𝗺𝗶𝗻𝗶 è una studentessa iraniana di 23 anni che rischia l’esecuzione per un’accusa di blasfemia. L’ANPI si unisc...
15/10/2026

«𝗡𝗮𝗷𝗺𝗲𝗵 𝗔𝗺𝗶𝗻𝗶 è una studentessa iraniana di 23 anni che rischia l’esecuzione per un’accusa di blasfemia. L’ANPI si unisce a tutte le organizzazioni per i diritti umani che stanno denunciando il ricorso crescente in Iran alla pena di morte come strumento di repressione del dissenso e che chiedono l’annullamento della sentenza.

La vicenda di 𝗡𝗮𝗷𝗺𝗲𝗵 𝗔𝗺𝗶𝗻𝗶 si inserisce nel contesto della dura repressione delle proteste nazionali che stanno attraversando l’Iran. Le forze di sicurezza dal gennaio del 2026 stanno conducendo una violenta operazione repressiva, causando vittime e migliaia di arresti.

La condanna di una giovane donna per un contenuto pubblicato online solleva ancora una volta interrogativi profondi sul rispetto dei diritti fondamentali, sulla libertà di espressione, sulle garanzie di un processo equo in Iran, sul prezzo che stanno pagando le donne iraniane, e rappresenta un ulteriore motivo di allarme per quanti difendono la libertà di espressione e chiedono che nessuno venga privato della vita, tanto più in procedimenti caratterizzati da violazioni dei diritti fondamentali.

Secondo varie fonti, dall’inizio del 2026 in Iran sono già state eseguite centinaia di condanne a morte.

Se la pena di morte nel mondo è inaccettabile, sempre e ovunque, il ricorso a queste esecuzioni è uno strumento per alimentare la paura, reprimere il dissenso e colpire chi esprime posizioni considerate ostili al regime.

La vita e la dignità umana, le garanzie fondamentali della giustizia devono essere tutelate senza eccezioni.

L’ANPI si rivolge alla comunità internazionale, al governo italiano, alle istituzioni europee perché esprimano tutto lo sdegno ed il rifiuto per azioni così efferate. L’impegno dell’ANPI sarà quello di mantenere alta l’attenzione sul caso di 𝗡𝗮𝗷𝗺𝗲𝗵 𝗔𝗺𝗶𝗻𝗶 e sulla situazione delle persone detenute in Iran, come in altri Paesi, per aver esercitato pacificamente i propri diritti».

✍️ Segreteria nazionale ANPI

🌹𝟐𝟗 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟒𝟒: 𝐥'𝐞𝐜𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨A partire dal maggio 1944, sei vaste operazioni di rastrellamento interessano...
29/09/2026

🌹𝟐𝟗 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟒𝟒: 𝐥'𝐞𝐜𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨
A partire dal maggio 1944, sei vaste operazioni di rastrellamento interessano la zona di Monte Sole, sull'Appennino romagnolo, al confine tra Toscana e Romagna: obiettivo principale dei tedeschi e dei fascisti è la Brigata "Stella Rossa" attiva nel territorio dei comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, guidata dal leggendario comandante Mario Musolesi "Lupo" e attivamente sostenuta dalla popolazione locale. L'attività di "bandenbekämpfung" ("guerra alle bande") assume proporzioni via via maggiori e forme sempre più cruente in concomitanza con l'intensificazione dell'offensiva alleata tra l'agosto e il settembre 1944: Monte Sole viene a trovarsi nelle immediate retrovie del fronte e si impone la necessità di spezzare il forte legame di solidarietà tra partigiani e popolazione locale. Ogni forma di sopruso e violenza ai danni dei civili è incoraggiata e legittimata dalla circolare del feldmaresciallo Kesselring, comandante supremo della Wehrmacht in Italia, emanata il 17 giugno di quell'anno.
Il 29 settembre 1944, reparti della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS" agli ordini del maggiore Walter Reder, con l'aiuto decisivo di guide e delatori italiani nonché di reparti della Guardia Nazionale Repubblicana, scatenano in un'area compresa tra le valli del Setta e del Reno avente come epicentro Monte Sole una vastissima operazione di rastrellamento, bruciando case e cascinali, ammazzando animali e trucidando donne, uomini e persino bambini con inusitata crudeltà. Individuato il comando della "Stella Rossa" da parte dei nazifascisti, il comandante "Lupo" muore nel combattimento, mentre parte della brigata riesce ad effettuare delle operazioni di sganciamento e a disperdersi in parte sulle montagne circostanti, in parte in prossimità delle vicine linee alleate. Il bilancio dell'eccidio, che si conclude il successivo 5 ottobre, è di 770 vittime di cui 216 bambini, 142 ultrasessantenni, 316 donne.
Come le vicende di Marzabotto dimostrano con chiarezza, le stragi di civili da parte dei nazifascisti non rappresentano - come vorrebbe certa vulgata revisionista - la risposta diretta a singole azioni condotte dai partigiani, ma si configura piuttosto quale strumento privilegiato per affermare il proprio dominio su un territorio la cui popolazione forniva in varia misura sostegno e appoggio alle bande dei ribelli

Nazionale Partigiani d'Italia

Sabato 3 ottobre al Teatro Rosmini torna Live Aid Dalle 17.00 alle 23.00, 25 band,daranno vita ad una maratona benefica....
28/09/2026

Sabato 3 ottobre al Teatro Rosmini torna Live Aid Dalle 17.00 alle 23.00, 25 band,daranno vita ad una maratona benefica. Raccoglieremo fondi per ,un progetto di rigenerazione sociale per una Comunità più inclusiva
A capo di questa splendida iniziativa l' Associazione MamRe ,capitanata dal caro amico Mario Metti Siamo felici di sostenere questa iniziativa che vede protagonista il nostro territorio sul nostro territorio. Vi aspettiamo numerosi!

Oggi a Borgomanero con L' Associazione Compagni di Volo,per una giornata fatta di piccoli grandi gesti🌈La Pace non cade ...
27/09/2026

Oggi a Borgomanero con L' Associazione Compagni di Volo,per una giornata fatta di piccoli grandi gesti🌈
La Pace non cade dal cielo

Cerimonia a Cureggio ,per l' intitolazione della piazza centrale del paese alla Costituzione, nata dal sacrificio di tan...
27/09/2026

Cerimonia a Cureggio ,per l' intitolazione della piazza centrale del paese alla Costituzione, nata dal sacrificio di tanti giovani partigiani morti per la libertà e la democrazia come Natale De Giorgis, Primo Antonio Langhi e Ubaldo Tacchelli, come ricordato sulle targhe inaugurate oggi!

Si è svolta ieri sera presso l'Auditorium del Collegio Don Bosco, che ringraziamo, la conferenza di Enrico Pagano, diret...
24/09/2026

Si è svolta ieri sera presso l'Auditorium del Collegio Don Bosco, che ringraziamo, la conferenza di Enrico Pagano, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea della Valsesia dal titolo "Gli Alpini Ribelli". Attraverso un'approfondita ricerca statistica e storica, abbiamo ripercorso un cammino che ci ricorda come le scelte per liberare il nostro Paese dal fascismo e portare Libertà e Democrazia abbiano visto gli Alpini ed i Partigiani uniti fortemente. Tante emozioni ci hanno attraversato ricordando il sacrificio di tanti giovani che hanno pagato con la vita, per donarci la Libertà. Un particolare ricordo per gli IMI, che con la forza del loro NO hanno fortemente contribuito alla fine della guerra, pagando un prezzo altissimo in termini di sofferenze e privazioni.
Grazie al Gruppo Alpini; il nostro cammino insieme è importante ed è solo all'inizio.
Grazie all'assessore alla Cultura Francesco Valsesia, sempre presente.
Grazie ad Enrico Pagano per la sua narrazione appassionata.
Grazie al folto pubblico, che ripaga con la vicinanza il nostro incessante lavoro di fare Memoria

Commemorazione incendio della Cacciana.                                                                🌷
21/09/2026

Commemorazione incendio della Cacciana. 🌷

20 SETTEMBRE 1943Un ordine di Hi**er cambia il nome a centinaia di migliaia di uomini. Da quel giorno i soldati italiani...
20/09/2026

20 SETTEMBRE 1943

Un ordine di Hi**er cambia il nome a centinaia di migliaia di uomini. Da quel giorno i soldati italiani catturati non hanno più lo status di prigionieri di guerra: diventano «internati militari italiani», una sigla inventata per toglierli dalla Convenzione di Ginevra, dalla protezione della Croce Rossa, da ogni tutela. Sono manodopera del Reich.

Erano stati disarmati dopo l’8 settembre in Italia, in Grecia, nei Balcani, in Francia, nell’Egeo: circa 800.000. Di questi, 650.000 finiscono nei l***r in Germania, Austria, Polonia.

Nei campi la proposta arriva più volte, soprattutto agli ufficiali: aderire alla Germania e alla Repubblica sociale, e tornare a casa. Accetta circa il 10%. Tutti gli altri dicono no, sapendo cosa comporta: fame, freddo, fino a dodici ore al giorno di lavoro coatto nelle fabbriche e nelle miniere del Reich. Fra i 37.000 e i 50.000 non torneranno.

Dal 2025 la legge 6 li ricorda ogni 20 settembre con la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi.

il nostro settembre di memoria ed impegno continua  - Mercoledì 23 settembre, alle ore 20.45, ci ritroveremo invece a Bo...
17/09/2026

il nostro settembre di memoria ed impegno continua


- Mercoledì 23 settembre, alle ore 20.45, ci ritroveremo invece a Borgomanero, presso l’Auditorium del Collegio Don Bosco, per la conferenza: "Gli Alpini nella Resistenza Piemontese"

Relatore sarà Enrico Pagano, direttore dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia (IstoBiVe).

Sarà un’occasione per approfondire una pagina importante e forse non abbastanza conosciuta della storia della Resistenza piemontese, attraverso il ruolo e le vicende degli Alpini nella lotta di Liberazione.
La serata è frutto di una collaborazione con l Gruppo Alpini di Borgomanero,il Collegio Don Bosco con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura. Una sinergia che ci unisce tutti per fare memoria e dire ancora una volta NO all' orrore della guerra
L’ingresso è libero.

Vi aspettiamo numerosi, ancora una volta, per condividere insieme momenti di memoria, storia, partecipazione e impegno

Una serata speciale ,per celebrare il centenario della nascita di Costanza Arbeja. La nostra Partigiana NINi sempre con ...
15/09/2026

Una serata speciale ,per celebrare il centenario della nascita di Costanza Arbeja. La nostra Partigiana NINi sempre con noi

Indirizzo

Via Fornari 16
Borgomanero
28021

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