C'era Una Volta Arezzo

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Arezzo, passeggiando nel tempo
01/06/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo
anni '70

Arezzo, passeggiando nel tempo
01/06/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo
anni '70

Arezzo, passeggiando nel tempo
29/05/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo

Quando Arezzo era la capitale dell’oro
28/05/2020
Quando Arezzo era la capitale dell’oro - L'Ortica Arezzo - Notizie Pungenti

Quando Arezzo era la capitale dell’oro

In questi giorni di ripartenza, pieni di preoccupazioni per un futuro incerto, ripensare a quando Arezzo era la capitale dell’oro, con tutti i suoi protagonisti, è alquanto malinconico. Santi Cherubini, il Penna, con il suo personaggio del Bussino aveva interpretato in modo fantastico i pregi e i...

Liria
28/05/2020

Liria

LA CHIMERA DI AREZZO ⤵️

· Bronzo etrusco realizzato tra il V e il IV secolo a.C. con la tecnica di ‘fusione a cava’.

· Forse parte di un gruppo bronzeo più grande comprendente anche Bellerofonte e Pegaso, mai ritrovati.

· Rinvenuto durante gli scavi delle fondamenta del bastione a nord di Porta San Lorentino, nel novembre del 1553, insieme ad una serie di bronzetti votivi. Si ipotizza che, come questi, anche la Chimera fosse un ex-voto conservato nel tempio presente in zona, andato distrutto durante l’invasione dei Galli Senoni (285 a.C.) o durante la distruzione romana della città (81 a.C.).

· Oggi, sparse per la città, rimangono soltanto alcune fedelissime copie dell’originale, trasportato quest’ultimo, su volere di Cosimo I de’ Medici, nella vicina Firenze dove è tuttora conservato presso il Museo Archeologico Nazionale.

Qual è il mito che si cela dietro la raffigurazione della Chimera?

Omero (Iliade, VI, 223-226), Virgilio, Esiodo, Platone, Fedro e prima ancora i Babilonesi, i Persiani, le civiltà mesopotamiche e gli Egizi ci hanno raccontato di creature mostruose, alate, con il corpo di un felino, tricefale, nate dall’unione di esseri diversi. La figura mitologica della Chimera rappresentava una somma di vizi: la violenza del leone, la perfidia del serpente e la lussuria della capra. Gli alchimisti medievali la spiegavano invece così: il leone era il coraggio, la forza, il sole, l’estate; il serpente rappresentava il male, la notte, l’inverno; la capra infine era la transizione, il crepuscolo e quindi le due stagioni dell’autunno e della primavera. In questo senso, durante il medioevo, la Chimera divenne una sorta di simbolo distopico del cambiamento e della trinità.

“Chimera” di fatto in greco significa letteralmente “capra” e forse deve la sua origine alla presenza di una testa di capra, caratteristica assente invece nei suoi genitori: Tifone e Echidna. Il padre era un titano mentre la madre era per metà una donna bellissima e per l’altra metà un orribile serpente. I due, oltre a Chimera, generarono diversi esseri mostruosi a più teste tra i quali i più noti Cerbero e Idra.

Il mito vuole che la Chimera scorrazzasse indisturbata nella regione della Lycia, nutrendosi degli sfortunati viaggiatori che avevano la malsana idea di rifugiarsi nella sua caverna e seminando pestilenze con il suo fiato. L’unico modo per ucciderla implicava l’uso del piombo che, a contatto con il suo fiato infuocato, si sarebbe sciolto soffocandola. Il solo che riuscì nell’impresa fu Bellerofonte. Nato con il nome di Ipponoo, principe di Corinto, doveva il suo appellativo al cruento fratricidio da lui commesso (“Bellerofonte” cioè “uccisore di Bellero”, re di Corinto). L’eroe in sella al suo destriero alato Pegaso, sottratto a Zeus, riuscì a sconfiggere la Chimera scagliondole in gola una lancia con la punta in piombo.

In virtù di questa sua vittoria, superbamente, cominciò a ritenere suo diritto ascendere al monto Olimpo, dimora degli dei. Questi, indispettiti, mandarono un tafano a pungere Pegaso che, imbizzarrendosi, fece precipitare a terra il bellissimo giovane che ne rimase storpio e cieco. Dopotutto nessun mortale, per quanto potente e famoso, doveva dimenticare il suo posto nella gerarchia del Cosmo.

Liria
28/05/2020

Liria

Liria
28/05/2020

Liria

Liria
28/05/2020

Liria

ANFITEATRO ROMANO di AREZZO ⤵️
di Giulia Procelli

La testimonianza tangibile del passaggio romano sul suolo aretino è visibile dai resti dell’anfiteatro, situato tra Via Crispi e Via Margaritone. Fu costruito sotto l’imperatore Adriano nella prima metà del II secolo d.C. e, ad oggi, ne rimane poco più che il suo circuito esterno a pianta ellissoide (120m X 70m).

Simboleggiava il peso della comunità aretina per l’Impero Romano poiché, se inizialmente la città fu un mero baluardo da strappare agli Etruschi, con il passare degli anni divenne, prima uno snodo cruciale verso nord e poi un presidio romano stabile. Ciò comportò un massiccio trasferimento di genti provenienti da Roma, le quali necessitavano di strutture (teatro, terme…) in grado di soddisfare i loro bisogni e le loro consolidate abitudini. Ma, con la caduta dell’Impero Romano, anche l’anfiteatro subì la stessa sorte e poi il tempo fece il resto. In linea generale, a decretarne la lenta rovina, è stato però il depredamento dei suoi materiali, tra i quali la pietra arenaria e il marmo, quest’ultimo utilizzato per la costruzione di altri edifici come il monastero di S. Bernardo (XIV sec.), oggi sede del Museo Archeologico Mecenate.

Tuttavia, i suoi resti, frutto di campagne di scavi condotte a più riprese nel corso del Novecento, riescono a farci comprendere la grandezza e la bellezza di questa struttura che, un tempo, contava una platea e una tribuna distribuita su due ordini con una capienza stimata in 8-9mila persone. Era poi presente un anello tra la grande arena e la platea e anche due ambulacri, ossia due corridoi coperti, posti sotto le gradinate, dei quali restano solo alcuni tratti di quello più interno. Gli ingressi all’anfiteatro erano 4 in totale e si trattava di archi a volta posti a due a due in corrispondenza degli assi, maggiore e minore. È attraverso queste aperture che oggi possiamo avere degli scorci suggestivi sull’arena e sul monastero visto che, solitamente, il sito non è visitabile all’interno.

Liria
28/05/2020

Liria

IL RUOLO DEI VESCOVI NELL' AREZZO MEDIEVALE ( parte 1 ) ⤵️

Nell’Italia centro-settentrionale, i presuli e le autorità ecclesiastiche cominciarono ad appropriarsi di cariche e prerogative di natura schiettamente pubblica quali erano quelle comitali e Arezzo non fece eccezione: qui i presuli arrivarono a intitolarsi conti. Questa ascesa fu possibile da un lato grazie alla mancanza di autorevoli figure laiche in grado di guidare la città e dall’altro grazie alla politica dei Marchiones, impegnati a trasformare i diritti marchionali in un dominato territoriale al confine della Valtiberina. Il suo successivo ridimensionamento invece fu connesso al crescente ruolo dell’istituzione comunale. Il potere raggiunto e lo spazio politico occupato dal vescovo è senza dubbio un’anticipazione di quanto avverrà nel Duecento e meglio ancora nel Trecento con la nascita di una signoria di stampo vescovile. In questo quadro l’ultimo vescovo che poté fregiarsi del titolo di episcopus ac comes fu Girolamo nel 1175 ma è altrettanto vero che, prima del più famoso vescovo Tarlati, fra il 1230 e il 1312, sulla cattedra di San Donato si avvicendarono altri quattro presuli, rispettivamente Martino (1213-1236), Marcellino (1236-1248), Guglielmino degli Ubertini (1248-1289) e Ildebrandino Guidi (1289-1312). L’azione dei primi due fu relativamente modesta e per quanto riguarda Marcellino legata ad una politica di estremo guelfismo e lotta contro Federico II di Svevia. La città così piombò nuovamente nel caos e in quella che diverrà poi una costante per la storia aretina: la lotta tra fazioni, guelfi contro ghibellini. Intanto le istituzioni ecclesiastiche erano così coinvolte nella politica del tempo da trascurare la vera essenza del loro mandato, la loro vocazione spirituale.

Fu proprio questo il momento in cui si affacciarono sulla scena politico-religiosa due dei presuli sopra citati: Guglielmino Ubertini e Ildebrandino Guidi.

Maxi area pedonale, ecco come cambierà Arezzo nel fine settimana: la mappa delle strade chiuse.Domani sera e sabato 30 m...
28/05/2020
Maxi area pedonale, ecco come cambierà Arezzo nel fine settimana: la mappa delle strade chiuse

Maxi area pedonale, ecco come cambierà Arezzo nel fine settimana: la mappa delle strade chiuse.
Domani sera e sabato 30 maggio, dalle ore 19 fino all'una di notte, il centro storico cambierà volto: niente auto, tanti tavoli e spazio per passeggiare a distanza di sicurezza.

Domani sera e sabato 30 maggio, dalle ore 19 fino all'una di notte, il centro storico cambierà volto: niente auto, tanti tavoli e spazio per passeggiare a distanza di sicurezza

Arezzo, passeggiando nel tempo
26/05/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo
anni '70

Arezzo è una gemma sospesa nel tempo, dove passato e presente si intrecciano in un’armoniosa danza.
22/05/2020
Discover Arezzo - Book your exclusive Time Travel in Tuscany

Arezzo è una gemma sospesa nel tempo, dove passato e presente si intrecciano in un’armoniosa danza.

Have you ever dreamt time travel? In Arezzo you can now travel back to the past to live an authentic experience: join the Medieval Saracen Joust. 200 tickets available.

22/05/2020
Ristorante La Lancia D'Oro

Ristorante La Lancia D'Oro

Grazie a tutti. ❤️
Al personale ed a tutti i nostri collaboratori, alla troupe ed alla regia di Alessandro Borghese 4 Ristoranti, ai concorrenti in gara con noi, a chef Borghese, ai nostri affezionati clienti ed a tutti coloro che hanno preso parte a questa sfida.
Ed un grazie speciale alla nostra splendida città!

Paolo Chiari - Enogastronomia
21/05/2020
Paolo Chiari - Enogastronomia

Paolo Chiari - Enogastronomia

La notte di 4 Ristoranti, Borghese: "Arezzo bellissima. La sua cucina? Forte e decisa, come i suoi abitanti".
Intervista allo chef Alessandro Borghese: la sua esperienza in città e i suoi appunti sulla cucina aretina. Stasera la sfida in stile medievale tra 4 locali cittadini: Il Ristorante di Mariano, Osteria Il Grottino, La Lancia d’Oro e Vineria Ciao Dal Chiodo.

Scocca l'ora di Arezzo a 4 Ristoranti: tutto quello che c'è da sapere sulla puntata.Appuntamento domani sera, giovedì 21...
20/05/2020
Scocca l'ora di Arezzo a 4 Ristoranti: tutto quello che c'è da sapere sulla puntata

Scocca l'ora di Arezzo a 4 Ristoranti: tutto quello che c'è da sapere sulla puntata.
Appuntamento domani sera, giovedì 21 maggio 2020, su Sky Uno e Now Tv a partire dalle 21,15.
Per la puntata è stato scelto il tema medievale, in sfida ci sono Mariano, Il Grottino, Lancia d’Oro e Vineria Ciao Dal Chiodo.

Appuntamento domani sera, giovedì 21 maggio 2020, su Sky Uno e Now Tv a partire dalle 21,15. Per la puntata è stato scelto il tema medievale, in sfida ci sono Mariano, Il Grottino, Lancia d’Oro e Vineria Ciao Dal Chiodo

Arezzo, passeggiando nel tempo
18/05/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo

Arezzo, passeggiando nel tempo
18/05/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo
Piazza San Jacopo

Slitta il sogno di Arezzo Capitale della Cultura: con il decreto Rilancio Parma resta in carica per tutto il 2021.Il dec...
15/05/2020
Slitta il sogno di Arezzo Capitale della Cultura: con il decreto Rilancio Parma resta in carica per tutto il 2021

Slitta il sogno di Arezzo Capitale della Cultura: con il decreto Rilancio Parma resta in carica per tutto il 2021.
Il decreto ha voluto così permettere alla città di realizzare quegli eventi fermati dall'emergenza Coronavirus. Anche Arezzo e le altre candidate avevano sostenuto questo rinvio.

Il decreto ha voluto così permettere alla città di realizzare quegli eventi fermati dall'emergenza Coronavirus. Anche Arezzo e le altre candidate avevano sostenuto questo rinvio

12/05/2020
Marcopolo Tv

Arezzo, non te la puoi proprio perdere 😍😍😍

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4 Ristoranti e la sigla che strappa un sorriso ai quartieristi di Porta del Foro.Il nome della porta sostituito con l'ag...
12/05/2020
4 Ristoranti e la sigla che strappa un sorriso ai quartieristi di Porta del Foro

4 Ristoranti e la sigla che strappa un sorriso ai quartieristi di Porta del Foro.
Il nome della porta sostituito con l'aggettivo "Migliore" ha fatto sobbalzare il popolo giallo cremisi. Anche se la parola si riferisce ai ristoranti che si sono cimentati nella sfida.

Il nome della porta sostituito con l'aggettivo "Migliore" ha fatto sobbalzare il popolo giallo cremisi. Anche se la parola si riferisce ai ristoranti che si sono cimentati nella sfida

(Fonte: Arezzonotizie)
07/05/2020

(Fonte: Arezzonotizie)

Arezzo, passeggiando nel tempo
21/04/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo
giardini pubblici
viaggiata 1984
grazie a Ferdinando Tocci

Arezzo, passeggiando nel tempo
21/04/2020

Arezzo, passeggiando nel tempo

Arezzo anni '80

Storie di quarantena, il Penna: "Semino i fagioli a un metro di distanza"."Ed è un problema mettere la mascherina alle p...
17/04/2020
Storie di quarantena, il Penna: "Semino i fagioli a un metro di distanza" - La Nazione

Storie di quarantena, il Penna: "Semino i fagioli a un metro di distanza".
"Ed è un problema mettere la mascherina alle patate". Nell’orto e nel bosco la clausura del cabarettista del vernacolo. "Ora tutti sceriffi".

«Ed è un problema mettere la mascherina alle patate». Nell’orto e nel bosco la clausura del cabarettista del vernacolo. «Ora tutti sceriffi»

"Un posto che l'ha stupita?" e Alessandro Borghese risponde "Arezzo". Dal 24 aprile la nuova serie di 4Ristoranti.La dic...
17/04/2020
"Un posto che l'ha stupita?" e Borghese risponde Arezzo. Dal 24 aprile la nuova serie di 4Ristoranti

"Un posto che l'ha stupita?" e Alessandro Borghese risponde "Arezzo".
Dal 24 aprile la nuova serie di 4Ristoranti.
La dichiarazione dello chef conduttore della fortunata trasmissione 4Ristoranti è avvenuta nel corso di una video intervista a Sorrisi.com

La dichiarazione dello chef conduttore della fortunata trasmissione 4Ristoranti è avvenuta nel corso di una video intervista a Sorrisi.com

Quel magazzino che un tempo fu la chiesa dei santi Modesto e Vito.La semplice facciata settecentesca, con la grande fine...
11/04/2020
Quel magazzino che un tempo fu la chiesa dei santi Modesto e Vito

Quel magazzino che un tempo fu la chiesa dei santi Modesto e Vito.
La semplice facciata settecentesca, con la grande finestra quadrangolare, si osserva da via XX Settembre, di fronte al giardino pensile di Casa Vasari.

La semplice facciata settecentesca, con la grande finestra quadrangolare, si osserva da via XX Settembre, di fronte al giardino pensile di Casa Vasari

La vera storia di Porta Trento Trieste.Con i suoi due secoli di vita e poco più, non ha nulla a che vedere né con il med...
11/04/2020
La vera storia di Porta Trento Trieste

La vera storia di Porta Trento Trieste.
Con i suoi due secoli di vita e poco più, non ha nulla a che vedere né con il medioevo aretino, età storica in cui è ambientato il Saracino, né con la cinta medicea, che a est prevedeva solo Porta Crucifera o Porta Colcitrone.

Con i suoi due secoli di vita e poco più, non ha nulla a che vedere né con il medioevo aretino, età storica in cui è ambientato il Saracino, né con la cinta medicea, che a est prevedeva solo Porta Crucifera o Porta Colcitrone

La storia del maestoso ponte di Pratantico (e delle monete d'oro e d'argento celate in una pietra).Tra i viadotti che at...
11/04/2020
La storia del maestoso ponte di Pratantico (e delle monete d'oro e d'argento celate in una pietra)

La storia del maestoso ponte di Pratantico (e delle monete d'oro e d'argento celate in una pietra).
Tra i viadotti che attraversano il Canale Maestro della Chiana, nei suoi circa 62 chilometri di lunghezza, il Ponte di Pratantico spicca su tutti per monumentalità. Il viadotto fu inaugurato domenica 30 ottobre 1932 e l’evento ebbe eco in tutta Italia.

Tra i viadotti che attraversano il Canale Maestro della Chiana, nei suoi circa 62 chilometri di lunghezza, il Ponte di Pratantico spicca su tutti per monumentalità. Il viadotto fu inaugurato domenica 30 ottobre 1932 e l’evento ebbe eco in tutta Italia

Buon compleanno Fraternita dei Laici: 757 anni di storia, arte e assistenza alla città.E' il primo rettore dell'istituzi...
11/04/2020
Buon compleanno Fraternita dei Laici: 757 anni di storia, arte e assistenza alla città

Buon compleanno Fraternita dei Laici: 757 anni di storia, arte e assistenza alla città.
E' il primo rettore dell'istituzione di Piazza Grande, Pier Luigi Rossi, che racconta la nascita e il ruolo di una delle realtà più antiche e strutturate di tutta Arezzo.

E' il primo rettore dell'istituzione di Piazza Grande, Pier Luigi Rossi, che racconta la nascita e il ruolo di una delle realtà più antiche e strutturate di tutta Arezzo

“La Sorella e la Ferita” nei Giardini del Praticino.Tutto ebbe inizio nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando Ab...
11/04/2020
“La Sorella e la Ferita” nei Giardini del Praticino

“La Sorella e la Ferita” nei Giardini del Praticino.
Tutto ebbe inizio nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando Abel Vallmitjana, pittore, scultore, incisore e studioso di folklore nato in Catalogna nel 1910, giunse ad Arezzo dopo una vita fatta di viaggi ed esperienze che lo avevano segnato nell'anima e influenzato dal punto di vista artistico.

Tutto ebbe inizio nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando Abel Vallmitjana, pittore, scultore, incisore e studioso di folklore nato in Catalogna nel 1910, giunse ad Arezzo dopo una vita fatta di viaggi ed esperienze che lo avevano segnato nell’anima e influenzato dal punto di vista artist...

Indirizzo

Arezzo
52100

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