02/09/2026
Per la scuola non avrebbe mai dovuto limitarsi a formare studenti capaci di prendere bei voti, ma persone capaci di riconoscere un bisogno, aiutare un amico e reagire davanti a un’ingiustizia.
«Cosa ce ne facciamo dei ragazzi che prendono 10, 9, 8 a scuola se non sono in grado di intervenire quando viene fatto del male a un compagno?», si chiedeva il grande divulgatore, mettendo in guardia da una società troppo concentrata sulle prestazioni e troppo poco sull’educazione emotiva.
Per Angela il successo scolastico, da solo, non bastava: prima ancora di formare professionisti preparati, famiglia e scuola hanno il compito di crescere esseri umani capaci di empatia e dotati di valori.
Parole pronunciate anni fa, ma che continuano a suonare tremendamente attuali.