NapoliCapitale

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Operating as usual

Deportati - italian’s history
18/10/2020

Deportati - italian’s history

“La memoria è la nostra difesa, la nostra ricchezza, il filo conduttore tra passato e presente. È una risorsa preziosa che va nutrita e preservata per costruire le fondamenta di una società solida, inclusiva, tollerante”
Sergio Mattarella (10.09.2020)

È per questo che i 150.000 documenti sotto segreto di Stato x il Sud non sono ancora pubblicati?
Un presidente della Repubblica meridionale (siciliano, prima di lui c’era il campano Napolitano) che lascia senza memoria storica il SUD dopo 160 anni?

Archivio di Stato di Caserta
11/10/2020

Archivio di Stato di Caserta

#domenicadicarta
La fermezza e la grazia. Economia e società in tempo di pandemia

I documenti raccontano anche solo osservandoli nella loro consistenza.
Il 1837 fu un anno durissimo in Terra di Lavoro.

La città di Caserta fu la prima a riprendersi dalle conseguenze dell'epidemia e nel 1840 si ebbe un vero e proprio boom di nascite.

Fondo stato civile 1809-1865

M24A - Movimento 24 Agosto Equità Territoriale - Campania
11/10/2020

M24A - Movimento 24 Agosto Equità Territoriale - Campania

MA PERCHE’ INVECE DI AUTONOMIA NON PARLIAMO DI SECESSIONE?
(di Paolo Mandoliti *)

L’Osservatorio diretto da Carlo Cottarelli, puntualmente sta promuovendo studi (sempre con le stesse firme, quelle di Gottardo e Galli) che provano a smentire il furto quasi ventennale ormai di 61 miliardi l’anno grazie alla mancata applicazione dei LEP sostituita dal criterio della spesa storica, e un altro che batte sulla bandiera del cosiddetto “regionalismo differenziato”: il residuo fiscale.
Quando non si hanno argomenti validi, si riprendono, copiandoli (e facendoli passare per studi approfonditi) argomenti visti e rivisti, fritti e rifritti (con olio ampiamente bruciato) tanto che la puzza di ciò che viene “studiato” a Milano, presso Osservatorio CPI dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, diretto da Carlo Cottarelli (che ha rischiato anche di diventare premier) arriva fino a Palermo. E puzza di razzismo.
La teoria, e lo ripeterò fino alla nausea, teoria del residuo fiscale, fu introdotta per trovare una giustificazione etica alla necessità di operare trasferimenti di risorse dagli stati più ricchi a quelli meno ricchi degli Stati Uniti, in quanto Buchanan (premio Nobel per l’Economia, non Cottarelli premio nobel de ‘noantri per fesserie!) asseriva che l’azione pubblica, in base al principio di equità, doveva garantire l’uguaglianza dei residui fiscali dei cittadini di una determinata nazione.

In Italia, la redistribuzione delle risorse è data da tre diverse componenti: la necessità di garantire a tutti i cittadini i medesimi servizi connessi a diritti fondamentali (come salute e istruzione), la messa a punto di iniziative per lo sviluppo economico di aree a basso reddito, nonché l’utilizzo di meccanismi di ripartizione delle risorse basate su criteri storici.
Luca Ricolfi ne “il sacco del Nord” riprende questa teoria, italianizzandola, anzi, leghilizzandola (per giustificare le richieste razziste di autonomia della Lega Nord), trasformandola nella “balla spaziale” che è oggi.

Il residuo fiscale nasce quindi negli anni ‘50 per dimostrare altra roba in altri contesti (Stati Uniti), in Italia, posta come l’ha posta Ricolfi, non fu mai seriamente presa in considerazione perché non calcolabile con esattezza (oltre che ci ride dietro mezzo mondo quando ne parlano). Come la pongono Ricolfi e i suoi adepti (compresi Zaia, Fontana, Bonaccini, Cottarelli, Gottardo, Galli) è semplicemente ridicola perché si attengono ad una banale somma algebrica di quanto si produce (e si paga di tasse) in una determinata area e quanto si riceve dallo Stato centrale.
Uno studioso attento, peraltro autodefinendosi economista, come Cottarelli (che dirige l’osservatorio) ma anche Giampaolo Galli e Giulio Gottardo (che firmano il documento) dovrebbero sottolineare che nei 63,7 miliardi che il Sud riceve in più dallo Stato (e nei 100,2 miliardi che riceve in meno il Nord) non sono compresi:

la spesa per interessi sul debito, che di quest’ultima è componente particolarmente rilevante almeno dal punto di vista quantitativo. Eppure si tratta a tutti gli effetti di una spesa pubblica che, laddove il titolo del debito sia detenuto da un residente vuoi in Lombardia, vuoi in Veneto o in Emilia, va, sia pur indirettamente, a ritornare su quel territorio. Ebbene, considerando dunque la quota di interessi sui Titoli di Stati pagati ai residenti in queste regioni il residuo fiscale – che a questo punto prende il nome di residuo fiscale finanziario – cala sensibilmente (quasi a scomparire). Vi basta? No? E allora, calcoliamoci anche le “rimesse degli emigrati”, cioè di tutti coloro che, residenti nel mezzogiorno, consumano, perché lavorano a tempo determinato (tipo i docenti annuali, e sappiamo quante migliaia sono) al centro-nord. E se a queste aggiungiamo le rimesse degli studenti fuori sede…E se non vi basta ancora ci aggiungiamo anche tutto ciò che viene consumato (inteso come consumi essenziali di energia o gas) al Mezzogiorno, ma che in termini di tasse viene attribuito al Nord, perché è al nord che le imprese erogatrici di questi servizi hanno la sede legale (quando non ce l’hanno nei paradisi fiscali), e quindi ENI con sede legale a Milano, per esempio, Edison, sempre sede legale a Milano)

Vi basta? Possiamo andare avanti a fare altri esempi. Ma vi annoierei.
Ed allora, basta una sola considerazione per “sputtanare” questi “teorici del residuo fiscale all’italiana”: fino a poco tempo fa gli stessi parlavano di secessione. Poi si sono accorti che la secessione avrebbe comportato costi insostenibili per le tre regioni paladine oggi dell’autonomia (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna): queste hanno in portafoglio il 66% dei titoli del debito pubblico, a fronte di una quota del PIL del 45%. Ciò comporta un rapporto debito-PIL superiore al 150% (e questo prima della pandemia), provocando una fortissima instabilità finanziaria. Hanno quindi abbandonato la parola “secessione” sostituendola con “autonomia differenziata” con, alla base, il residuo fiscale (calcolato come conviene a loro), senza tenere conto del massiccio rimborso sotto forma di interessi del debito pubblico, delle “rimesse degli emigrati” e delle tasse pagate a fronte di consumi necessari in mano a società con sede legale al nord.

Facciamo una cosa: torniamo a parlare di secessione. E vediamo se ci stanno o ci pregano di stare uniti! Con quello che ci rubano ogni anno (utilizzando il criterio della spesa storica – anche questo oggetto di un goffo tentativo degli stessi “scienziati” dell’Osservatorio di smentirlo, nonostante certificato da un ente governativo come l’Osservatorio sui Conti Pubblici Territoriali) state tranquilli che ci pregano in ginocchio di restare uniti!

* Direttivo Nazionale M24A-ET – Co-Referente Nazionale GdST “Economia e Sviluppo”

Link: ... https://movimento24agosto.it/ma-perche-invece-di-autonomia-non-parliamo-di-secessione/

Deportati - italian’s history
08/10/2020

Deportati - italian’s history

Condanna a morte di Garibaldi (e altri 2) emessa da un tribunale sabaudo!

Lui insieme ad altri dice la sentenza: “NEMICI DELLA PATRIA E DELLO STATO”, altro che eroe padre della patria!!!

Deportati - italian’s history
08/10/2020

Deportati - italian’s history

1860. LA PRIMA GUERRA MONDIALE!

Blocco navale di Palermo.
In basso i 100 legni con abitanti di Palermo.
Non fatevi illusioni sono “scudi umani”.

Deportati - italian’s history
07/10/2020

Deportati - italian’s history

La menzogna dei mille di Garibaldi?

Mappa delle provenienze dei volontari garibaldini.

Ecco la prima guerra mondiale

Sudexit
07/10/2020

Sudexit

Mettetevi la mascherina anche all'aperto, anche in mezzo al deserto: è per il vostro bene! ❤️

L'inverno scorso, in pieno lockdown, scrissi più volte, su questa pagina, che andavano sottoposte a misure più stringenti solo le regioni del nord a più alto tasso di contagi, a partire dalla Lombardia. E aggiunsi che talune produzioni industriali, a partire proprio dalle mascherine, andavano spostate al sud mentre il nord rimaneva chiuso.
Se i governatori meridionali avessero avuto un minimo di dignità e non fossero stati gli zerbini del PUN che sono, avrebbero avanzato tale pretesa a gran voce.

Sembrava di parlare arabo.

Oggi ci troviamo in una situazione in cui si minaccia di chiudere solo alcune regioni meridionali (quando si trattava della Lombardia, dovevamo stare chiusi tutti assieme, chissà perché....) mentre certe produzioni industriali vengono regalate ai soliti ignobili da un governo di ascari meridionali, a partire da Conte e Di Maio.

Benvenuti nella colonia interna.

(Lorenzo Piccolo)

ESF Project: Naples, Language and Culture (Napoli, Lingua e Cultura) bis - 2019 - International Year of Indigenous Langu...
29/09/2020
ESF Project: Naples, Language and Culture (Napoli, Lingua e Cultura) bis - 2019 - International Year of Indigenous Language

ESF Project: Naples, Language and Culture (Napoli, Lingua e Cultura) bis - 2019 - International Year of Indigenous Language

gallery | ESF Project: Naples, Language and Culture (Napoli, Lingua e Cultura) bis Dr.Massimiliano Verde realized a second work for the IC 72°School Palasciano (Primary School) of Pianura, Naples, Italy. Napoli, Lingua e Cultura-bis (Naples, Language, and Culture) for the European Structural Funds ...

Maurizio Zaccone
28/09/2020

Maurizio Zaccone

Avete imposto un lockdown estremo senza distinzioni in tutta Italia.

Avete chiuso tutto nelle regioni del Sud, anche quando le stesse erano arrivate a un incremento contagi giornaliero pari a zero.

Avete poi deciso che si poteva ripartire; e potevano ripartire anche dove, come in Lombardia, c'erano oltre 500 nuovi casi al giorno, che in altre regioni non avevano mai visto.

E avete lasciato le persone libere di circolare da nord a sud, da e per l'estero, senza nemmeno che vi sfiorasse l'idea che i territori "salvi" dovessero essere tutelati.

Senza che vi sfiorasse l'idea che si potevano permettere spostamenti tra regioni covid free e limiti maggiori dove il virus era più presente.

Ci avevate spiegato che una misura così estrema, in zone solo sfiorate dal covid, era da intendersi in maniera preventiva.

E alla fine ci ritroviamo il contagio parimenti distribuito in tutta Italia.

Nonostante le misure restrittive rispettate; nonostante il collasso economico ancor più duro dove si hanno meno risorse.

Avevate mezza Italia salva, che aveva pagato un duro prezzo per quella salvezza. Ma non ve ne è fregato un cazzo.

E adesso, candidamente, ci dite che Campania e Lazio sono a rischio lockdown.

Eh sì, Campania e Lazio perché hanno un aumento di contagi. Perché adesso i dati si leggono differenziando per regioni.

Quando c'era da chiudere però erano tutte uguali.

Quando c'è stato da riaprire idem: il 5 maggio, inizio della fase 2, al Sud le regioni andavano da zero a 10 contagi; la Lombardia quel giorno ne registrò 577.

Loro scalpitavano per ripartire e a nessuno è venuto in mente che magari potevano riaprire ma senza trafico interregionale; aspettando un po'. Riattivando l'economia interna ma senza spostamenti tra regioni. Tanto le merci non avevano mai smesso di girare.

l'Italia riparte insieme, fu detto. E ripartì anche chi non era pronto. E ripartì libero di spostarsi non solo nella sua regione, ma ovunque.
Ripartì perché gli fu permesso da chi doveva garantire la sicurezza di tutti.

E quando in Sardegna si azzardarono a paventare l'idea di chiedere una certificazione sanitaria per chi voleva andare in vacanza lì si gridò allo scandalo.

E questo che è successo, invece, non è uno scandalo?

Sudexit
23/09/2020

Sudexit

Sei un meridionale?
Sai cosa sono i #LEP?
No?
Molto male!
I LEP sono i Livelli Essenziali delle Prestazioni.
Vuol dire che lo stato dovrebbe destinare la stessa spesa pubblica procapite in tutte le regioni d'Italia.
Per ogni cittadino ci dovrebbe quindi essere una X che viene destinata dalla ripartizione della spesa pubblica (e questa X dovrebbe essere uguale per tutti, in ogni parte d'Italia).
I LEP sono previsti per legge dal 2009, eppure non vengono applicati (tutto ciò a danno del Sud, che a causa di questa situazione perde 61 miliardi di euro ogni anno).
Anche prima al Sud arrivavano questi soldi in meno ogni anno, però avveniva "di nascosto".
(SÌ LO SAPPIAMO, È UN PIPPOTTO TROPPO LUNGO... MA FIDATI, QUESTA VOLTA NE VALE LA PENA)
Vi starete chiedendo come sia possibile, vero?
Molto semplice.
Nel 2009, quando i leghisti andarono al governo con Berlusconi, fecero passare questa legge (nota come legge Calderoli) sul federalismo fiscale.
I leghisti probabilmente erano convinti delle scemenze che dicevano, ovvero che il "Sud fannullone" derubasse il Nord, "Roma ladrona", etc...
Scoprirono invece che non era così, anzi le regioni del Nord, nella redistribuzione, ricevevano molti più soldi procapite.
Nello specifico fu Giorgetti a scoprirlo, che dal 2013 al 2018 fu presidente della commissione per il Federalismo Fiscale.
Su sua richiesta, ricevette i dati sulla redistribuzione dei fondi dal ministero del Tesoro e alla fine insabbiò tutto (i dati fornitigli ufficialmente non risultano infatti agli atti).
Chiese anche di fare una seduta segreta come in antimafia, la cosa risulta dagli atti, dando come motivazione che "i dati sarebbero potuti essere scioccanti".
E in effetti i dati erano scioccanti, aveva scoperto i meccanismi della spesa storica (cioè che ogni anno al Sud arrivano miliardi in meno per la spesa pubblica; la spesa storica praticamente prevede che siccome in passato si era speso arbitrariamente di più per alcune regioni e di meno per altre, si continua di anno in anno a fare così).
Grazie a questa spesa storica succede che comuni che hanno la stessa popolazione, ricevono fondi così tanto diversi per la spesa pubblica che d'acchito verrebbe da chiedersi se siano due comuni dello stesso Stato (magari si chiamano ambedue Reggio... soltanto che uno sta in Emilia-Romagna, una delle regioni che riceve in assoluto di più, e l'altro sta in Calabria, una delle regioni che riceve in assoluto di meno).
(SÌ HAI RAGIONE... È LUNGO, MA ORA PARTONO GLI ESEMPI PRATICI PER CAPIRE GLI EFFETTI REALI DELLA TRUFFA)
PS per quelli che erroneamente pensano che i PIL regionali giustifichino tutto ciò, rispondiamo che il PIL regionale è una cosa che esiste come esiste la linea dell'Equatore (cioè vogliamo dire che è un indicatore astratto).
I cittadini pagano le tasse allo Stato e non alle regioni o ai comuni (se non per una parte effimera)... e lo Stato, per legge, dovrebbe ridistribuire i fondi in modo equo procapite.
Per fare un esempio, Berlusconi risiede ad Arcore. È il più grande contribuente italiano, ha versato diversi miliardi in tasse negli anni.
Questo vuol dire che Arcore ha un PIL più alto degli altri comuni limitrofi di Monza Brianza e che quindi i cittadini di Arcore producono più degli altri?
I cittadini di Arcore sarebbero più virtuosi?
No, semplicemente Berlusconi risiede lì e incrementa in modo determinante questo "insieme immaginario" del PIL di Arcore.
Il fatto che in una regione ci siano cittadini più facoltosi non può in nessun modo giustificare che si abbia una spesa pubblica più alta in quella regione. Sarebbe come dire che lo Stato dovrebbe spendere di più per i più ricchi e di meno per i più poveri (semmai dovrebbe essere il contrario), cioè sarebbe come dire che i cittadini non sarebbero tutti uguali di fronte alla Legge (e di fatto ad oggi è così purtroppo).
Bisogna poi considerare come e perché alcune regioni negli anni siano diventate così tanto più ricche.
Per decenni con i soldi di tutta Italia sono state costruite infrastrutture unicamente al Nord; cosa che ha ovviamente consentito un grande sviluppo e un notevole indotto economico in quelle regioni.
Per fare un esempio molto semplice, basti pensare che in Lombardia ci sono più linee ferroviarie e treni che in otto regioni, che sommate fanno il 41% del territorio; parliamo di: Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Sardegna tutte insieme.
Insomma questo ha comportato la logica conseguenza che per fare impresa bisognasse essere residenti al Nord (spesso grossi imprenditori sono anche meridionali che per avere successo sono costretti a spostarsi al Nord, dove ci sono le infrastrutture necessarie allo sviluppo della propria azienda).
In tutto questo però non c'entrano le amministrazioni locali (poiché questo genere di infrastrutture che abbondano al Nord sono state costruite dallo Stato; quello stesso Stato che non le ha costruite al Sud).
Gli amministratori delle regioni del Nord, con grande faccia di bronzo, sostengono di essere più bravi e che nelle altre regioni non si raggiungano gli stessi risultati perché sarebbero meno bravi o virtuosi.
In realtà nel 2019 ad esempio la Puglia è stata la regione più virtuosa d'Italia per la gestione della spesa pubblica (la Campania si è piazzata al quinto posto). Praticamente, in proporzione ai propri fondi, la Puglia ha speso meglio, con buona pace di Zaia.
(FORZA DAI, SEI QUASI ALLA FINE... UN ULTIMO SFORZO E SAPRAI TUTTA LA VERITÀ)
La domanda da porsi una volta ottenute queste informazioni è: cosa avverrebbe con le autonomie differenziate senza prima aver stabilito i LEP?
Si legalizzerebbe definitivamente questo furto ai danni del Sud.
Prendere atto che alcune regioni ricevono di più e "quindi" stabilire per legge che debbano ricevere quei fondi, è un po' come dire che poiché statisticamente ad oggi gli uomini guadagnano di più delle donne, allora dovrebbero guadagnare di più per legge.
Sappiamo che, nel settore privato, a parità di mansione le donne guadagnano meno degli uomini.
Ciò avviene perché le donne sono meno brave?
Ovviamente no.
Ciò avviene perché viviamo in una società con un forte retaggio maschilista, che ha delineato questo sistema.
È chiaro che, in un sistema del genere, tendenzialmente saranno gli uomini ad avere posizioni di rilievo e questo li porterà a fatturare di più.
Sarebbe giusto dire che visto che fino ad oggi le donne hanno guadagnato di meno, allora debbano guadagnare di meno per legge?
Fondamentalmente con la spesa storica avviene questo. Si stabilisce che il Sud debba ricevere di meno perché è sempre stato così.
Questo comporta che ogni anno il gap aumenti.
È ora di cambiare le cose.
Voi che dite?
"Follia è fare sempre le stesse cose e sperare che la situazione cambi" (Albert Einstein)!
Se fino ad ora avete votato centrodestra e centrosinistra con lo stesso risultato per il Sud, forse è ora di cambiare.
Vota un partito del Sud e per il Sud.
Segue un video che spiega la realtà con dei disegnini per bambini:
https://youtu.be/_mWQsJm5W_c
Segue una bellissima inchiesta di Report a riguardo, con le interviste ai protagonisti di questa vicenda (incluso Giorgetti che scappa via quando provano a intervistarlo):
https://www.openpolis.it/.../il-federalismo-fiscale-e-il.../
(DI' LA VERITÀ, ORA CHE SAI TUTTO NON SEI FELICE DI AVER LETTO FINO ALLA FINE?)

post di Antonio Marsiglia che ringraziamo

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