Anunnaki: approccio storico-scientifico al Vicino Oriente antico

Anunnaki: approccio storico-scientifico al Vicino Oriente antico Il nostro desiderio è quello di condividere con voi materiale di interesse e approfondimento su Mesopotamia ed Egitto.
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SIMBOLOGIA DELL'ACQUA(di F. Splendori)SEGNI GRAFICIIl pittogramma arcaico mesopotamico per acqua, in origine disposto in...
29/12/2020

SIMBOLOGIA DELL'ACQUA
(di F. Splendori)

SEGNI GRAFICI
Il pittogramma arcaico mesopotamico per acqua, in origine disposto in verticale e il segno sumero (immagine) sottintendono il carattere dello scorrere. Infatti l’acqua fluisce e si addentra nella terra, raggiungendo zone inaccessibili come gli Inferi (fiume infernale).

PSCICOLOGIA DEL PROFONDO
Con i suoi abissi, abitata da animali che respirano diversamente da noi, è simbolo degli strati profondi della personalità, dell’inconscio. I pesci, che si muovono nel fluido, rappresentano i contenuti dell’irrazionale e le energie vitali.

L’acqua può portare la morte per annegamento, e nell’acqua del fiume (divinizzato) si svolgono le ordalie mesopotamiche: l’accusato vi viene gettato e deve uscirne vivo per dimostrare la sua innocenza .

L’aspetto negativo in relazione alla turbolenza dell’inconscio e alla paura per l’abisso inaccessibile è rappresentato anche dai mostri marini presenti nei racconti e nei testi antichi.

CIVILTÀ DEL VICINO ORIENTE ANTICO
Indispensabile per la nascita delle grandi civiltà lungo i fiumi, l’acqua crea e mantiene la vita e per questo spesso, presso molte culture, è associata a divinità femminili come Tiamat nel Poema della Creazione Enuma Elish, cioè l’Oceano primordiale, e al Caos, materia informe originaria (anche il Vuoto, quasi da tutti gli studiosi inteso come entità sia spaziale che materiale) dai quali è stato creato il mondo o gli dèi.
Anche l'antico Egitto, influenzato geograficamente e culturalmente dal fiume Nilo, propone una cosmogonia in cui al principio esiste un caos di acque, personificate dagli dèi NUN è NUNET (immagine). I loro nomi presentano il geroglifico per "acqua". La parte maschile NUN è

"il grande dio che ha generato se stesso: egli è acqua, egli è NUN, il padre degli dèi"

In Mesopotamia gli APKALLU, uomo-pesci semidivini, emergono dall’ABZU, il regno sotterraneo delle acqua dolci (sono quindi legati al dio delle acque Enki) per insegnare agli uomini ciò che serve per avviare la civiltà. Berosso di Babilonia riporterà la storia di OANNES:

“Vi era una gran moltitudine di gente a Babilonia, ed essi vivevano senza leggi, proprio come animali selvaggi. Nel primo anno una bestia, chiamata Oannes, apparve dal Mar Eritreo, in un luogo adiacente a Babilonia. Tutto il suo corpo era quello di un pesce, ma una testa umana gli era cresciuta sotto la testa del pesce, e piedi umani gli erano similmente cresciuti dalla coda del pesce. Esso aveva una voce umana, e una sua immagine è conservata fino al giorno d’oggi. […] Essa diede agli uomini la conoscenza delle lettere, delle scienze e delle arti di ogni tipo. Essa insegnò loro anche come fondare città, erigere templi, formulare leggi e misurare i campi. Essa rivelò loro i semi e la raccolta di frutta, ed in generale diede loro ogni cosa che è connessa con la vita civilizzata. Dal tempo di quella bestia nulla di nuovo è stato più scoperto".

I PRESOCRATICI
Nella tradizione occidentale l’acqua è indicata come arché (principio eterno e indistruttibile che abbraccia e governa tutte le cose) da Talete di Mileto (VII-VI secolo a.C.) e Con Empedocle di Agrigento (V secolo a.C.), l’acqua diviene uno dei quattro elementi classici della filosofia greca, una delle radici della realtà, insieme alla terra, all’aria e al fuoco .

AZIONE PURIFICANTE
L’acqua, con la sua azione di asporto dello sporco, presso molti popoli antichi è simbolo di purificazione. Il mito del Diluvio pone l’acqua come agente collegato al divino, in quanto scende dal cielo ed è in grado di spazzare via un mondo ormai corrotto e lontano dalla creazione, per ricominciare un nuovo ciclo con un nuovo rapporto tra dèi e umanità.

Nella Bibbia e in altri testi ebraici, l’immersione in acqua o il lavaggio delle mani per la purificazione sono stabiliti per ripristinare una condizione di purezza rituale in circostanze specifiche (contatto con un ca****re, per esempio). L’immersione rituale è richiesta per la conversione al giudaismo.

Nei Vangeli Giovanni il Battista pratica un battesimo di conversione (=cambiamento di stile di vita) per la remissione dei peccati (Marco 1,4, Luca 3,3), fino al Concilio di Trento quando vengono stabilite le verità di fede sul peccato originale, tra le quali la sua cancellazione tramite il battesimo.
_____________________________

- Mason W. A., A history of the art of writing, 1920.
- ePSD–The Pennsylvania Sumerian Dictionary.
- Wilkinson T., L'antico Egitto, Einaudi, 2012.
- Verderame L., Introduzione alle culture dell’antica Mesopotamia, Le Monnier, 2017.
- C.G. Jung, Mysterium coniunctionis, in Opere, Vol. 14/22, Boringhieri, 1990.
- Biedermann H., Enciclopedia dei simboli, Garzanti, 2014.
- ARAS, Il libro dei simboli, Taschen, 2011.
- Arrighetti G., Esiodo–Opere. Torino, Einaudi-Gallimard, 1998.
- Pettinato G., Mitologia sumerica, Utet, 2001.
- Antiseri D., Storia della filosofia – Vol. 1: Dai presocratici ad Aristotele, Bompiani, 2009.
- Converting to Judaism. Religion & Ethics. UK: BBC. Retrieved July 21, 2012.
- Concilio di Trento - Sessione V: decreti sul peccato originale (PDF), su Pontificia Università Lateranense, 17 giugno 1546.

IL 25 DICEMBRE È PAGANO O CRISTIANO?(di F. Splendori)⦁ LA PRIMA DATA CONOSCIUTA: IPPOLITO DI ROMALa più antica attestazi...
22/12/2020

IL 25 DICEMBRE È PAGANO O CRISTIANO?
(di F. Splendori)

⦁ LA PRIMA DATA CONOSCIUTA: IPPOLITO DI ROMA
La più antica attestazione del 25 dicembre per la nascita di Gesù è nel Commentario a Daniele di Ippolito di Roma (teologo), datato al 202-211 d.C.

“Riguardo alla prima Venuta del Salvatore nella carne, quando nacque in Betlemme, [occorre sapere che avvenne] otto giorni prima delle calende di Gennaio (25 dicembre), il quarto giorno della settimana (Giovedì), quando Augusto regnava già da quarantadue anni (2 o 3 a.C.)”.

Da alcuni studiosi il passo è contestato perché ritenuto interpolato.

⦁ CRONOGRAFO DEL 354 d.C.
Il Cronografo è un calendario illustrato per l'anno 354, opera del calligrafo Furio Dionisio Filocalo e offerto a (o commissionato da) un aristocratico romano di nome Valentino. Il testo è composto di varie parti, come per esempio:

-dedica
-lista dei consoli
-elenco dei prefetti di Roma
-il calendario
-elenco dei martiri (Depositio Martyrum)
-elenco dei vescovi (Depositio Episcoporum)
-cronaca di Roma

Ci interessa il calendario (immagine 1, dal manoscritto di Vienna), che al 25 dicembre riporta la festa del Sol invictus.

Ci interessa poi la Depositio Martyrum (immagine 2, dal manoscritto Vaticano Barberini), che rissale al 336 d.C., perché non nomina nessuno dopo questa data, e la Depositio Episcoporum mantiene una disposizione ordinata delle feste da gennaio a dicembre, in cui il nome di Papa Silvestro I († 335) è l'ultimo registrato. I due papi Marco I (m. 336) e Giulio I (m. 352), sono aggiunte evidenti.

Il primo rigo riporta:
VIII kal. Ian natus Christus in Betleem Iudeae = Ottavo giorno prima delle calende di gennaio–nascita di Cristo a Betlemme di Giudea.
Per il calcolo si contano i giorni mancanti del mese che ci interessa, qui gennaio, quindi 31-8=23, + 2=25 dicembre.

Il Cronografo del 354, quindi, registra per il 25 dicembre sia il Natale che la festa del Sol invictus. Difficile da stabilire chi sia arrivato per primo a stabilire la data.

IL SIMBOLO DEL PESCE NEL CRISTIANESIMO ANTICO(di F. Splendori)Il pesce era simbolo di appartenenza cristiana sin dai pri...
15/12/2020

IL SIMBOLO DEL PESCE NEL CRISTIANESIMO ANTICO
(di F. Splendori)

Il pesce era simbolo di appartenenza cristiana sin dai primi secoli. La croce, fino alla proclamazione del Cristianesimo come religio licita di Costantino, non si usava perché suscitava vergogna, "scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani" (ICorinzi 1,23).

La considerazione del pesce come simbolo può derivare da Luca 5,10: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini" oppure dal miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Sant’Agostino nel De civitate Dei (XVIII,23) parla per primo del significato dell'acronimo:
“Se unisci le prime lettere delle cinque parole greche […], e significano Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore, si avrà Ἰχθύς (ichthys), cioè pesce, termine con cui simbolicamente si raffigura il Cristo perché ebbe il potere di rimanere vivo, cioè senza peccato, nell'abisso della nostra mortalità, simile al profondo delle acque.”

Difficile dire quando il pesce rappresentò Gesù prima di Agostino.
Le informazioni risalgono a Clemente alessandrino (150-215 d.C. circa) e Tertulliano (155-230 d.C. circa).

Clemente Alessandrino, Il pedagogo, III, 11:
I nostri sigilli devono portare l’immagine di una co­lomba, di un pesce, oppure di una nave in pieno vento; di una lira di cui si serviva Policrate o di un’an­cora che Seleuco fece incidere sul suo anello.

Tertulliano, Sul battesimo I,10:
sed nos pisciculi secundum Ichthys nostrum Iesum Christum in aqua nascimur, nec aliter quam in aqua permanendo salvi sumus.
(ma noi, piccoli pesci, come Ichthys nostro Gesù Cristo, nasciamo dell’acqua e solo mentre permaniamo nell’acqua siamo salvi).

L'ICANTESIMO DI ERIDU(di F. Splendori)COSA ÈIl passo, intitolato "The Kishkanu of White Magic" nell'edizione considerata...
11/12/2020

L'ICANTESIMO DI ERIDU
(di F. Splendori)

COSA È
Il passo, intitolato "The Kishkanu of White Magic" nell'edizione considerata, fa parte di un incantesimo per la guarigione in cui compare l'albero chiamato Kishkanu. La tavola è stata rinvenuta nella biblioteca si Assurbanipal, VII secolo a.C., ma il testo è probabilmente risalente al 1700 a.C. circa.
Nel testo è presente il topos letterario dell' "albero sacro".

TRADUZIONE
1. Questo albero nero kishkanu, cresciuto a Eridu (città sacra sumera)
in un luogo sacro,
2. Appare come il lapislazzuli lucente che si
estende al di sopra del Profondo (Abzu, regno di Enki).
3. Pieni di grazia sono i luoghi di Enki a Eridu,
4. Nella sua sede è il luogo dei portali
per il mondo degli Inferi,
5. Su un sofà nella camera da letto c'è Nammu (dea Madre),
6. Dalla sua santa dimora si proietta l'ombra
come da una foresta - all'interno nessuno può stare con lui,
7. Dentro ci sono il dio del Sole (Nanna/Sin) e Ama-ushumgal-ana (Tammuz), tra le foci dei due fiumi (Tigri e Eufrate).
8. Gli dèi Kahegal, Igihegal e Kanabdu di Eridu
9. Hanno scavato quel Kishkanu, vi hanno posto dentro l'incantesimo del Profondo.
___________________________
Thorkild Jacobsen, Toward the Image of Tammuz and Other Essays on Mesopotamian.

La serata più adatta per parlare di mummie è senza dubbio questa...e allora gustiamoci l'articolo di Pasquale Barile sul...
31/10/2020

La serata più adatta per parlare di mummie è senza dubbio questa...e allora gustiamoci l'articolo di Pasquale Barile sulla "mummia urlante", che metterebbe inquietudine pure a Boris Karloff! 🎃

Che #halloween è se non parli di mummie? E dove trovarne in abbondanza se non in Egitto? 🤠 🐪

A causa della particolare espressione del volto, questa mummia viene comunemente chiamata Screaming Mummy. Recentemente è stata studiata per comprendere le cause della sua morte.

Per saperne di più vi rimando al mio articolo 👉 https://bit.ly/37UQFUR

#egyptology #egittologia #ancientegypt #anticoegitto #mummies #mummy

Ecco un piccolo assaggio dal primo capitolo del libro “ IL SEGNO IMMORTALE, LA SPLENDIDA STORIA DEI GEROGLIFICI"...fresc...
31/10/2020

Ecco un piccolo assaggio dal primo capitolo del libro “ IL SEGNO IMMORTALE, LA SPLENDIDA STORIA DEI GEROGLIFICI"...fresco fresco di stampa per opera della nostra egittologa Barbara Faenza (Michela)

La preistoria era stata buia, paurosa e lunga, di una lunghezza infinita. Da quando l’uomo aveva abbandonato gli alberi su cui abitava e si era ritrovato a terra, si era dovuto difendere da un mondo ostile e crudele: era l’essere più debole e indifeso. Grazie alla sua intelligenza creò oggetti e utensili che
potevano rendergli la vita più comoda e sicura, dopodiché si spinse oltre: voleva avere il controllo sul mondo e interagire con il suo destino. Da questo desiderio inizia una lunghissima storia che vede i suoi esordi all'interno di buie e umide caverne dove, rischiarati solo dalla luce incerta delle lucerne di pietra, antiche lampade portatili a olio o grasso animale, i nostri progenitori tracciarono sulla roccia immagini meravigliose: dalle semplici impronte di mani alle famose scene di caccia. Proprio qui, in queste grotte, è nata la voglia di dominare il mondo attraverso la magia propiziatoria. I nostri antichi cacciatori speravano, grazie a lei, di fare una caccia fortunata. L’arte nasce come una forma di magia e in effetti
lo è, poiché crea un «doppio» del mondo reale. Ma cosa c’entra tutto questo con la scrittura geroglifica?
Nell’antico Egitto la scrittura è formata da piccoli disegni, potremmo dire che è essa stessa una forma d’arte; quindi, se l’arte è magica, per la nota proprietà transitiva, anche la scrittura lo è. Il gioco è fatto!
Gli antichi abitanti della valle del Nilo sentivano a tal punto l’identità tra disegno e scrittura che utilizzavano lo stesso geroglifico per indicarle entrambe. Il segno era sš (pr. sesh). Il segno sesh è formato dagli strumenti dello scriba: una paletta rettangolare di legno con due incavi rotondi per contenere l’inchiostro nero (ricavato dal carbone di legna) e il rosso (ocra rossa) che, mischiati a gomme, assumevano l’aspetto di «pastiglie», un po’ come i nostri acquarelli; un vasetto per l’acqua e un porta pennini.
CHE LA MAGIA ABBIA INIZIO!

Anunnaki: approccio storico-scientifico al Vicino Oriente antico's cover photo
31/10/2020

Anunnaki: approccio storico-scientifico al Vicino Oriente antico's cover photo

Con imperdonabile ritardo rispondiamo alla richiesta di una nostra utente che tempo fa ha chiesto delucidazioni circa la...
31/10/2020

Con imperdonabile ritardo rispondiamo alla richiesta di una nostra utente che tempo fa ha chiesto delucidazioni circa la nostra foto di copertina: si tratta di una parure creata nel XIX secolo da Sir Layard per la moglie Enid. Sia il bracciale che la collana includono sigilli elamiti incisi, di provenienza nord irachena e databili fra il XIX e il XVIII secolo a.C. I sigilli cilindrici sono stati messi insieme con una montatura d'oro vittoriano. Il bracciale termina, ai due lati del cilindro, con due teste di leone. Si trova anche una iscrizione in carattari cuneiformi che recita "Libar-Mazat, figlio di Ammamenna-risarra, servo di Temti-nalki". La scena incisa sui sigilli rappresenta un uomo che porta un toro al cospetto della dea, come atto di devozione. (Michela)

LIBRI 1) Immortalità dei simboli. Da Babilonia a oggidi  Stefano SeminaraL'uomo moderno è raramente consapevole del fatt...
12/09/2020

LIBRI

1) Immortalità dei simboli. Da Babilonia a oggi
di Stefano Seminara

L'uomo moderno è raramente consapevole del fatto che dietro gli infiniti segni che lo circondano nella vita di tutti i giorni e dietro i gesti più banali che ripete quotidianamente, si nasconde un brulichio di miti semidimenticati e di simboli decaduti. Dai segni più banali - per esempio stringersi la mano in segno di pace, fare le corna all'indirizzo di chi riteniamo ci abbia fatto uno sgarbo - alle manifestazioni più vistose della nostra civiltà - i giganti di cemento che grattano il cielo, il paradiso perduto e ritrovato: di questi e altri simboli eternamente ricorrenti nella storia dell'uomo anche se sotto forme di volta in volta diverse, Seminara ripercorre la storia a ritroso fino alle loro più remote origini, in quel momento magico che fa da spartiacque tra le tenebre della preistoria e la luce della storia.

2) Introduzione all'orientalistica antica
di Wolfram von Soden

Lo studio delle civiltà dell'Oriente antico preellenistico, sia per l'entità e l'importanza delle scoperte degli ultimi decenni sia per il grado di specializzazione raggiunto, soltanto a fatica e con inevitabili limitazioni può essere affrontato da un unico studioso. Molto opportuna giunge quindi questa Introduzione di un assiriologo della fama e dell'esperienza di Wolfram von Soden, che, non trascurando mai la situazione degli studi e le nuove possibilità di ricerca, da una prima massa confusa di materiali e di dati fa emergere gli aspetti più interessanti delle varie culture (dagli ordinamenti sociali e politici e della vita spirituale e materiale al microcosmo delle piccole attività e dei problemi quotidiani), consentendo una visione d'insieme non superficiale né acritica del multiforme mondo del Vicino Oriente antico.

SEQUENZIATO DNA DI UNA ANTICA DONNA APPARTENENTE ALLA CIVILTA' DI HARAPPA(di Stefano Ticozzi)Propongo qui il link al rec...
02/09/2020
Rare Ancient DNA Provides Window Into a 5,000-Year-Old South Asian Civilization

SEQUENZIATO DNA DI UNA ANTICA DONNA APPARTENENTE ALLA CIVILTA' DI HARAPPA
(di Stefano Ticozzi)

Propongo qui il link al recentissimo articolo dello Smithsonian, che apre interessanti prospettive di studio sulle dinamiche del popolamento.
Con il presente contributo non si intendono tuttavia alimentare false prospettive, poiché, ricordiamolo, si tratta del campione di un singolo soggetto, non di una quantità più elevata di individui diversificati.

https://www.smithsonianmag.com/science-nature/rare-ancient-dna-south-asia-reveals-complexities-little-known-civilization-180973053/

The Indus Valley Civilization flourished alongside Mesopotamia and Egypt, but the early society remains shrouded in mystery

CERIMONIA DELL’APERTURA DELLA BOCCA(di F. Splendori)COSA ÈIl rituale egizio simbolico dell’apertura della bocca (UPET-R,...
21/08/2020

CERIMONIA DELL’APERTURA DELLA BOCCA
(di F. Splendori)

COSA È
Il rituale egizio simbolico dell’apertura della bocca (UPET-R, fig. 1) è praticato con appositi strumenti su statue di divinità, statue di personaggi importanti (per esempio sulla statua del faraone durante la festa SED) e di privati, ma anche su mummie, sarcofagi, barche sacre, toro Api, amuleti, templi e nomi. Le formule magiche utilizzate servono per conferire il soffio vitale (KA) agli oggetti simboleggianti persone o divinità e farle vivere/rivivere, così permettendo la comunicazione tra il mondo dei morti, quello dei vivi e quello divino.

QUANDO
La testimonianza più antica di questo rito si trova nella tomba di Metjen a Saqqara, personaggio di alto rango vissuto nel periodo di transizione dalla III alla IV dinastia (2600 a.C. circa); i documenti successivi riguardano testi (come i Testi delle piramidi), tombe, sarcofagi, papiri, templi e altri artefatti. Tuttavia la cerimonia viene canonizzata solo nel Nuovo Regno e dura sino al periodo romano.

A COSA SERVE
La cerimonia è ripetuta quattro volte in relazione ai punti cardinali (i quattro angoli del mondo), come quattro sono i vasi canopi contenenti le interiora del defunto, a volere indicare la partecipazione dell’individuo al cosmo e l’unione dell’umano con il divino.
Con questo rituale il defunto o l’oggetto può essere rianimato tramite il KA (fig. 2), la scintilla divina, la forza vitale che nel caso del defunto non lascia mai il corpo e garantisce di poter accedere all’aldilà, a patto di essere alimentata da offerte dei cari o, in sostituzione, da raffigurazioni e formule con la stessa funzione. Dopo la morte di una persona il BA (fig. 2), la sua parte divina e spirituale, che rappresenta l’unicità individuale, il modo di essere e quello in cui si viene percepiti dagli altri, si stacca dal corpo e dopo la pesa del cuore/anima alla presenza degli dèi raggiunge l’aldilà per unirsi al KA, formando l’AKH (fig. 2): “uno spirito glorioso e splendente, rinato e asceso all’ambito celeste per godere della vita eterna… la coscienza o parte immateriale della persona a seguito della sua trasfigurazione, ossia dopo aver superato lo stato di semplice BA”. Si tratta quindi di un salto spirituale, un cambiamento di stato verso un corpo di luce che non appartiene più al mondo dei vivi.

DOVE SI SVOLGE
• Nel laboratorio di imbalsamazione dopo la mummificazione;
• nella Casa dell’Oro (oro=carne degli dèi), la bottega sacra annessa al tempio dove si realizzano le statue e altri oggetti;
• nei santuari per le statue degli dèi.
La statua viene posta su una collinetta con il viso rivolto a Sud; nel caso della mummia essa è posta verticalmente sempre rivolta a Sud.

STRUMENTAZIONE
• Coltello PESHES-KAF (fig. 3) in pietra, ossidiana, metallo (oro, argento, ferro meteorico) con terminazione a coda di pesce e forma variante nel tempo, forse originariamente adoperato per tagliare il cordone ombelicale e simboleggiante quindi il ve**re alla luce, la nascita.
• L’artefatto a forma di ascia DUA-UR o MSḪTJW, (fig. 4): il primo termine deriva da DUAT, l’universo celeste ultraterreno, mentre il secondo indica anche l’Orsa Maggiore, che in mitologia rappresenta la gamba di Seth gettata nel cielo da Horus.
• Lamine NETJERUY (fig. 5) in ferro meteorico, pietra o vetro, rappresentanti presumibilmente le dita delle mani dell’ostetrica I(connesse quindi con la nascita) o l’Alto e Basso Egitto (una bianca e una nera), servono a purificare la bocca del defunto e permettergli di ricevere le offerte, culminanti nella zampa anteriore del toro (KHEPESH).
• Lo scettro WR-ḪK3W, dal ma**co di legno e la testa di serpente o ariete, il cui nome significa “grande magia”, in diaspro rosso, corniola o selce, con iscritto il nome del defunto.
• Vasetti, oli sacri e incenso.

AGENTI RITUALI
Come in un teatro, i gesti di questi attori sono simbolici e non eseguiti fisicamente sul defunto/statua: la bocca della mummia non viene realmente forzata con uno strumento, che le viene solo avvicinato o la tocca.
• Il sacerdote SM, vestito con una tunica di pelle leopardata, identificato a volte con Horus, figlio di Osiride, in sostituzione del figlio del defunto. Esegue il rito secondo le indicazioni del sacerdote lettore e alla presenza di altri sacerdoti e lamentatrici.
• Il figlio amato, il primogenito, assimilato ad Horus, deve assicurare la cerimonia al padre, ma la sua presenza non è necessaria.
• Comparse rappresentanti Iside e Nefti.
• Il defunto/statua che deve rinascere tramite il rito, risorgere come Osiride.
• La moglie del defunto, assume il ruolo di Iside, sia da viva che da morta, in questo caso come mummia accanto al marito.
• Gli dèi: Thot, Horus, Seth, Dewen-anwi (una manifestazione di Horus), Nekhbet (Signora dell’Alto Egitto), Iside e Nefti aiutano il defunto/statua ad acquisire il KA e nascere/rinascere.

SVOLGIMENTO
La cerimonia, molto complessa, sarà descritta solo in generale. L’egittologo tedesco Eberhard Otto ci informa che la versione più completa del rito comprendeva 75 fasi:
• Episodi 1–9 Riti preliminari: purificazione, libagione, fumigazione, avvicinamento e entrata nella tomba).
• Episodi 10–22 Animazione della statua o mummia, vestizione del sacerdote.
• Episodi 23–42 prima apertura della bocca, con offerte di carne tramite macellazione di un toro rappresentante l’Alto Egitto.
• Episodi 43–46 seconda apertura della bocca, con offerte di carne tramite macellazione di un toro rappresentante il Basso Egitto.
• Episodi 47–71 Pasto funerario.
• Episodi 72–75 Riti di chiusura.
_________________________________
Video
https://www.youtube.com/watch?v=raWdWB_XGrM
_________________________________
-Assmann J., Death and salvation in ancient Egypt, 2005.
-Assmann J., The Search for God in Ancient Egypt, 2001.
-Otto Eberhard, Das Ägyptische Mundöffnungsritual, 1960.
-Englund G., Akh-une notion religieuse dans l’Egypte pharanoique. Acta Universitatis Upsaliensis Boreas, 1978.
-Finnestad R. B., The Meaning and Purpose of Opening the Mouth in Mortuary Contexts, in Numen 25 (2), 1978.
-Roth a. M., The Peseshkef and the 'Opening of the Mouth' ceremony: a ritual of birth and rebirth, in Journal of Egyptian Archaeology 78, 1992.
-Nuzzolo M., La tradizione teurgica Egiziana: il rituale della Apertura della bocca, in Albanese L., Mander P., La teurgia nel mondo antico, 2011.
-Raven M. J., Egyptian Concepts on the Orientation of the Human Body, 2005.

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Sono 100 i sarcofagi ancora sigillati rinvenuti a Saqqara 🤠🐪
Un piccolo assaggio dal primo capitolo del mio libro “ IL SEGNO IMMORTALE, LA SPLENDIDA STORIA DEI GEROGLIFICI"...fresco fresco di stampa... La preistoria era stata buia, paurosa e lunga, di una lunghezza infinita. Da quando l’uomo aveva abbandonato gli alberi su cui abitava e si era ritrovato a terra, si era dovuto difendere da un mondo ostile e crudele: era l’essere più debole e indifeso. Grazie alla sua intelligenza creò oggetti e utensili che potevano rendergli la vita più comoda e sicura, dopodiché si spinse oltre: voleva avere il controllo sul mondo e interagire con il suo destino. Da questo desiderio inizia una lunghissima storia che vede i suoi esordi all'interno di buie e umide caverne dove, rischiarati solo dalla luce incerta delle lucerne di pietra, antiche lampade portatili a olio o grasso animale, i nostri progenitori tracciarono sulla roccia immagini meravigliose: dalle semplici impronte di mani alle famose scene di caccia. Proprio qui, in queste grotte, è nata la voglia di dominare il mondo attraverso la magia propiziatoria. I nostri antichi cacciatori speravano, grazie a lei, di fare una caccia fortunata. L’arte nasce come una forma di magia e in effetti lo è, poiché crea un «doppio» del mondo reale. Ma cosa c’entra tutto questo con la scrittura geroglifica? Nell’antico Egitto la scrittura è formata da piccoli disegni, potremmo dire che è essa stessa una forma d’arte; quindi, se l’arte è magica, per la nota proprietà transitiva, anche la scrittura lo è. Il gioco è fatto! Gli antichi abitanti della valle del Nilo sentivano a tal punto l’identità tra disegno e scrittura che utilizzavano lo stesso geroglifico per indicarle entrambe. Il segno era sš (pr. sesh). Il segno sesh è formato dagli strumenti dello scriba: una paletta rettangolare di legno con due incavi rotondi per contenere l’inchiostro nero (ricavato dal carbone di legna) e il rosso (ocra rossa) che, mischiati a gomme, assumevano l’aspetto di «pastiglie», un po’ come i nostri acquarelli; un vasetto per l’acqua e un porta pennini. CHE LA MAGIA ABBIA INIZIO!
Anunnaki - 8^ Puntata - 1^ Parte - Caino e Abele
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E dopo aver terminato stamane di leggere tutta quanta la Bibbia, stasera comincerò una nuova avventura, all'insegna dei miei amati interessi storici verso le antiche e affascinanti civiltà del Medio Oriente. Tutto questo grazie a un preziosissimo cofanetto che sono riuscito a trovare e ad acquistare dopo svariate ricerche. 5 libri e tanti mondi da scoprire. Vi allego le foto in caso a che voi foste interessati. Un saluto a tutti! 😊
Immagino abbiate problemi seri, ma ragazzi mancate ❤
Anunnaki - 3^ Puntata, la colonizzazione
Ciao a tutti, vorrei sapere perché migliaia di anni fa gli anunnaki dato che scientificamente e tecnologicamenteuna erano anni luce davanti a noi, non hanno fatto progredire la civiltà antica fino a renderla moderna come siamo noi oggi ? D'altronde in solo cento anni siamo passati dal cavallo a mandare una sonda su Marte ! Non riesco a trovare una risposta plausibile. Grazie
.interessante molto la pagina, la bibbia parla.di 6000 anni di genere umano ma.non è così, è molto molto più lunga di.quanto si pensi con popoli venuti dall'universo
Documentario sulla teoria degli antichi astronauti italiano spero che possa interessare buona visione e grazie
Atlas era il figlio di Japetus e Klementis (o dell'Oceano asiatico). Era il fratello di Menitios, Prometeo ed Epiteto. Era la moglie di Esperida, da cui ebbe 7 figlie, l'Atlantide o Esperide, o la Plione dell'Oceano da cui acquistò le 7 Pleiadi, o Isione che diede alla luce Electra, o Athera, da cui acquistò Giuda e 12. Atlas è anche menzionato come il padre di Pasifae, il Calipso, e l'eroe arcadico Maria o Calipso, che diede alla luce un figlio, Ayson. Fu punito da Giove, così come i suoi altri tre fratelli Yapetide. Vediamo cosa ci dice Esiodo: E Giove, figlia dell'Oceano con le bellissime caviglie / Prese sua moglie Klymene e salì con lei in un letto comune. / Che Atlante, suo figlio coraggioso, partorì un bambino / e partorì il maggiore. Menenizio e Prometeo, / avido di vari inganni, ed Epiteto il temerario, / che divenne l'inizio del male per i mangiatori mortali / Dopo aver accolto per la prima volta la donna gelosa di Giove, / la vergine [Pandora] ]. L'umoristico Menoyiti, il lontano suono di Giove / il selvaggio mandato a picchiarlo con il tuono fumoso / per la sua arroganza e il suo coraggio altero. / E Atlas basa l'ampio cielo sulla sua testa e sulle sue mani un bisogno più elevato di sottomissione, alle estremità della terra, / di fronte alle Esperides le lingue dolci / (ES. Div. 507-519, c. S. Gurgen) Secondo Apollodoro di nuovo ... Atlante non stava sollevando il cielo a ovest, a Esperia ... ma al paese dell'Atlantico. Ercole andò lì e lo trovò, e prima aveva attraversato il Caucaso, l'altro confine del mondo, quello orientale. Lì, l'altro fratello punito, Prometeo, per gratitudine verso l'eroe che lo ha liberato dall'aquila che ha mangiato il suo fegato, gli ha chiesto di convincere Atlas a prendere le mele degli Esperide per suo conto, dicendogli che avrebbe mantenuto il suo posto il firmamento del cielo fintanto che la sua avventura avrebbe resistito. Atlante andò nel giardino degli Esperide, tagliò tre mele e le portò a Ercole. Ma non voleva più aggrapparsi al cielo e intendeva lasciarlo sulle spalle di Ercole. Ma lo ha ingannato, gli ha detto di tenere il cielo per un momento, di mettergli un panino in testa per sollevarlo più facilmente. Atlas deluse le mele e prese il cielo, poi Ercole le afferrò e se ne andò. Alcuni sostengono che non li abbia presi da Atlas, ma che li abbia tagliati da soli dopo aver ucciso il serpente per la prima volta. Ovidio di nuovo ... vuole che Atlas sia un ricco re della Mauritania con molti stormi di vari animali e infiniti giardini di famose mele, per la protezione di cui aveva montato muri e messo un drago a guardia di loro. Si rifiutò di ospitare Perseo quando venne a sapere della sua origine, perché un thetis di Parnassus lo aveva avvertito che un figlio di Zeus gli avrebbe rubato delle mele. Perseo cercò di convincerlo, ma non riuscì a supplicarlo. E poi prese la testa di Medusa dalla borsa e lo pietrificò. Così, Titano fu trasformato in una montagna omonima, le sue spalle e le sue mani divennero le cime della sua testa, i suoi capelli e la barba diventarono foreste, le sue ossa diventarono rocce. E ogni posto è diventato enorme e il cielo con le stelle appoggiate su di esso. È possibile che la storia di questa trasformazione si basi sulla descrizione di Erodoto dell'omonima montagna in Africa ... le cui cime non si distinguono né in inverno né in estate dalle nuvole che le coprono. La gente del posto chiama la montagna un pilastro del cielo e si fa Atlante. Persino Diodoro Sikeliotis ... menziona Atlante come il figlio del cielo e un famoso astronomo che insegnò alla gente le leggi del cielo. Questo è il motivo per cui la gente credeva che l'intero universo si basasse sulle spalle di Atlante, il mito che implica la scoperta e la descrizione dell'universo sferico di Atlante (Diodoro 60.2). Era il padre di molti bambini tra i quali Esperos si distingueva per la sua pietà, giustizia e umanità. Storm lo afferrò dalla montagna dell'Atlante e fu devastato per la sua pietà. Abbiamo anche visto una rappresentazione in una penna laconica del pittore di Arkesilla (550 a.C.) secondo cui i due Titani puniti sono rappresentati ... Atlante e Prometeo in tutto il mondo. A ovest, Atlante solleva il cielo, a est Prometeo è tirannicamente legato a un pilastro (Roma, Musei Vaticani, 16592). I due Titani sembrano pietre angolari e punti di orientamento. Chi era Atlas dopo tutto? E perché Atlas dovrebbe essere condannato a portare sulle spalle il baldacchino celeste? È così che mi sento a livello personale ... per coloro che sanno ...!
Avanti vi seguo